Scoperta una nuova lingua nel cuore della Siberia

Una lingua nuova che non ha alcuna parentela con gli idiomi conosciuti. È stata scoperta da un team di ricercatori statunitense. Appartiene a una tribù semi sconosciuta della Siberia. È quella dei Chulym: uomini e donne che vivono di caccia e pesca a ridosso del fiume omonimo, un immissario dell’Ob (nella foto). La lingua è caratterizza da due dialetti il Lower–Chulym e il Melets–Chulym. Ha una struttura fonetica e grammaticale unica. È un linguaggio che risente delle antiche popolazioni nomadi della taiga. Antropologicamente i Chulym sono riconducibili ai Mongoli dell’Asia centrale. Presentano, infatti, come loro i tipici occhi e capelli nero-corvini. Le prime informazioni su questa etnia risalgono al sedicesimo secolo. Nel 1959 erano in tutto 4.500 individui. Oggi ce ne sono meno di un migliaio. Di questi solo in 35 parlano correttamente la lingua. E sono quasi tutti vecchi. I recenti studi sono stati condotti da K. David Harrison dello Swarthmore College. Secondo i ricercatori la lingua dei Chulym non è l’unica a rischiare l’estinzione in Siberia. Ci sono anche altri idiomi come la tofa, la tozha e la tuha. Sono tre lingue appartenenti allo stesso ceppo, parlate da secoli dai popoli del nord della Mongolia. Attualmente non sono più di 300 le persone in grado di esprimersi con esse. Per chi fosse interessato, su Internet, all’indirizzo www.mpi.nl/DOBES, cliccando “tofa”, si possono avere tutte le informazioni che si desiderano. Il sito è gestito dall’Istituto di psicolinguiastica Max Planck di Nimega e DOBES sta per Dokumentation Bedrother Sprachen (Documentazione sulle lingue in pericolo).

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