Batteria e percussioni per vincere lo stress

Mezz’ora di percussioni al giorno per vincere stanchezza e ansia derivanti dall’attività lavorativa. È la proposta del neurologo direttore del Mind–Body Wellness Center in Pennsylvania (USA) Barry Bittman. Lo scienziato ha condotto uno studio su 112 lavoratori, tutti impiegati presso il centro americano (una casa di cura) e sottoposti a ritmi snervanti. Ha scoperto che se a fianco dell’attività lavorativa si predispongono anche attrezzature per suonare tamburi, djambe, e altri strumenti simili le condizioni di salute degli impiegati migliorano sensibilmente. Ai test sono stati sottoposti infermieri, dietologi, cuochi e addetti all’amministrazione. Nessuno di essi aveva mai toccato uno strumento prima d’ora. Ai partecipanti all’esperimento è stato chiesto di ritmare il proprio nome e quello degli altri e in seguito di esprimere le proprie emozioni attraverso la musica. Risultato: nel 50% dei soggetti analizzati si è avuta una notevole riduzione complessiva dei fenomeni legati al cattivo umore. Sono diminuiti ansia, depressione, stanchezza cronica. La ricerca è stata condotta non a caso presso il Mind–Body Wellness Center in Pennsylvania, dove ogni anno, in seguito ai malanni fisici e psichici derivanti appunto dal lavoro eccessivo, numerose persone chiedono le dimissioni. Fenomeno che peraltro si riflette sull’economia del centro costretto ogni volta a tirare fuori nuove risorse per assumere personale. Lo studio di Bittman ha dimostrato che i dipendenti che si cimentano con le percussioni non si dimettono più: rispetto all’anno precedente i test, sono state 49 in meno le persone che hanno lasciato il posto, consentendo un risparmio di almeno 400mila dollari. Lo studioso è ora convinto di poter diffondere la sua proposta anche in altri ambiti lavorativi.

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