Tutti poeti grazie all'inventore dell'intelligenza artificiale

Conquistare una donna con una bella poesia. Oggi è possibile grazie a un’idea dell’inventore dell’intelligenza artificiale, Ray Kurzweil (nella foto) e al suo fido collaboratore, l’ingegnere John Keklak. I due studiosi sono, infatti, riusciti a collaudare e brevettare il primo software che imita lo stile e la tecnica di tutti i più grandi poeti della storia. Battezzato con il nomignolo “cuore d’artista” lo scopo del computer è “frullare” le opere di ogni grande letterato del presente e del passato e comporre poesie ad altissimo livello per chiunque lo desideri. Per usufruire del software basta collegarsi a un computer normale e scaricare la versione free del “poeta cibernetico” dal sito http://www.kurzweilcyberart.com/. Con pochi clic, quindi, ci si ritrova a vestire i panni di un novello Dante, Petrarca, Boccacio; o - se vogliamo stare un po’ più al passo coi tempi – Luzi, Montale, Quasimodo. I primi esperimenti condotti con il software hanno già ottenuto grande successo. Il computer dal “cuore di artista” ha completato la sua prima importante opera poetica dal titolo “Soul”: è il risultato di un mix di rime, allitterazioni, ossimori, e parole ricavate dagli scritti di John Keats e Wendy Dennis. Stando alle conclusioni di Kurweill, il nuovo sistema computeristico ha perfino superato il difficile test di Turing. È il test di cui si servono gli scienziati per stabilire la capacità “pensante” di una macchina. In particolare sono state lette a dei giovani delle poesie elaborate dal computer e altre da persone in carne ed ossa. Il risultato ha dimostrato che nella maggior parte dei casi non è possibile distinguere correttamente il lavoro sviluppato dal computer da quello realizzato dall’uomo. E se la poesia non fosse sufficiente a conquistare la partner desiderata? Nessun problema. Con il software si possono infatti anche scaricare struggenti melodie e sottofondi musicali predisposti per ogni tipo di poesia selezionata. Ray Kurzweill è uno tra i più noti sviluppatori di software. Ha creato peraltro sistemi di riconoscimento della voce (per esempio per il comando su computer), aiuti di traduzione per non vedenti, strumenti musicali basati su computer, pazienti artificiali per la formazione di medici. È anche l’autore del libro “The Age of intelligent Machines”.

Commenti

xDxD.vs.xDxD ha detto…
senza dover arrivare a Kurtzweil, c'è in Italia il progetto Dead on Second Life, con cui sistematicamente vengono "riportati in vita" personaggi del passato, e sguinzagliati sotto forma di avatar autonomi comandati da intelligenza artificiale, a spasso per il mondo virtuale.
questi avatar interagiscono con gli avatar pilotati dagli umani. Il linguaggio che utilizzano è generato tramite la stessa intelligenza artificiale, che opera sui testi del personaggio, raccolti in lingua originale.
Per ora sono stati riportati in vita Karl Marx, Franz Kafka e Coco Chanel. Se li cercate su Second Life vi ci potete fare una chiacchierata...

info su

http://www.artisopensource.net/2008/01/15/dead-on-second-life/