Raggi ultravioletti per disinquinare fiumi e laghi

In Usa si sta pensando di disinquinare fiumi e laghi con i raggi ultravioletti (UV). È la proposta di scienziati dell’Università del Maryland e del National Institute of Standards and Technology (NIST). Gli studiosi hanno, in particolare, messo a punto un sistema che consente di distruggere i bifenili policlorurati, sostanze chimiche molto pericolose per l’ambiente, che si ripercuotono sulla catena alimentare: dagli organismi marini, plancton e pesci, finiscono infatti nell’uomo dove possono provocare malattie serie come i tumori. Il sistema ideato dagli americani si basa sull’azione di raggi ultravioletti creati artificialmente e del tutto identici a quelli prodotti quotidianamente dal sole. A una determinata lunghezza d’onda (2540 angstrom, equivalenti a circa 254 nanometri), infatti, simili raggi sviluppano la loro azione disinquinante. I ricercatori hanno già verificato la loro efficacia in piccoli fiumi. Attualmente si sta cercando il modo per impiegarli su larga scala. Il sistema potrebbe tornare molto utile anche per la “sterilizzazione” delle falde acquifere e dei pozzi, spesso contaminati da colibatteri. L’efficacia dei raggi UV è immediata, non ci sono rischi di sovradosaggio, o di dispersione di materiale chimico. L’azione germicida istantanea e in grado di uccidere tutti i microrganismi (virus, batteri, alghe, spore, muffe). Oggi si utilizzano disinfettanti chimici per la pulizia dell’acqua, che possono però dar luogo allo sviluppo di forme microbiche resistenti, eventualità dovuta all’adattamento dei germi verso i disinfettanti stessi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Environmental Science & Technology”.

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