Aumentano i casi di bruxismo. Sotto accusa la crisi economica e lo stress

È del 10-20% in più la percentuale di persone che - rispetto a 18 mesi fa - soffre di bruxismo, ossia dell'abitudine di digrignare i denti durante la notte. È ciò che emerge da uno studio condotto presso l'ambulatorio odontoiatrico Yann Maidment di Edimburgo. Secondo gli esperti il fenomeno si sarebbe accentuato per via della crisi. I pensieri legati ai risparmi e alla difficoltà di tirare fine mese incrementano, infatti, lo stress e con esso la propensione a digrignare i denti. "Anche in Italia negli ultimi anni abbiamo osservato un aumento del fenomeno di bruxismo", dice Enrico Gherlone, professore ordinario di malattie ondostomatologiche presso l'Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. "Non so se può essere messo direttamente in relazione alla crisi economica in atto, tuttavia è un chiaro segno dei tempi moderni dominati dallo stress". I medici dicono che le persone più colpite da bruxismo sono quelle che lavorano a stretto contatto con i soldi, banchieri, finanzieri, imprenditori. "Il fenomeno riguarda, in generale, personalità di tipo A", racconta Sharif Khan, specialista di impianti dentali, "sono individui perfezionisti, competitivi, che vivono tutto come una sfida e che a lungo andare soffrono di problemi tensivi". Molti i malati inconsapevoli di essere vittime del disturbo. Spesso, infatti, ci si accorge quando i denti hanno già subito gravi danni o si è instaurato un mal di testa tensivo, tipica spia del problema. "C'è molta ansia anche legata al rischio di perdere il posto di lavoro", rivelano gli odontoiatri scozzesi, "che si ripercuote sulla salute dentaria". Rimedi? In commercio ci sono i cosiddetti 'bite', sottili paradenti da indossare di notte per non rovinare i denti (al costo di circa 300 euro). In alternativa si può optare per esercizi correttivi, tecniche di rilassamento, o iniezioni di botox che rilassano i muscoli. "Le alternative sono molte e il problema può essere completamente risolto", rassicura Gherlone. Al di là della crisi economica il bruxismo è un fenomeno piuttosto comune: riguarda una percentuale di persone compresa fra il 5 e il 20%. Il digrigimento dura per 5-10 secondi, ma è sufficiente a provocare seri danni di usura dentaria.

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