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Di nuovo la terra trema. Questa volta non lontano da noi, nel bacino del Mediterraneo, in Turchia. La notizia è stata divulgata poche ore fa dall'emittente privata Ntv. Il terremoto di magnitudo 6 della scala Richter ha segnato pesantemente, nella notte (ore 3.32 in Italia, 4.32 in Turchia), la provincia di Elazig, in particolare i paesi di Okcular, Yukari e Kanatli, provocando una sessantina di vittime e più di 70 feriti. Fortunatamente molte costruzioni - edificate seguendo criteri antisismici - sono resistite alla scossa. L'epicentro del terremoto è stato individuato a 21 chilometri da Elazig (nella foto), a una profondità di 11 chilometri. Anche la Turchia è un luogo fortemente sismico. Il paese è, infatti, attraversato da numerose faglie attive. In particolare la provincia di Elazig si trova sulla cosiddetta faglia anatolica orientale. L'intero territorio è interessato dalla collisione fra la placca Araba e quella Euroasiatica. Questo blocco di faglie è delimitato a nord dalla faglia nord Anatolica (trascorrente destra) e a sud-est dalla faglia est Anatolica (trascorrente sinistra). L'ultima grossa scossa avvenuta in Turchia risale al 1999: il sisma provocò 20milia vittime. Ma gli esperti rimangono, comunque, preoccupati. Ritengono, infatti, che in questi anni si sia accumulata parecchia energia a livello delle faglie turche, che potrebbe essere rilasciata sottoforma di un potente terremoto. Gli scienziati dell'Istituto di ricerche geologiche di Potsdam, in Germania, sono arrivati a queste conclusioni dopo aver simulato al pc quel che sta avvenendo nel cuore della crosta terrestre turca, a una ventina di chilometri a sud di Istanbul.
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