Aumentano le vittime del sisma cileno, ma l'esperto rassicura: "I terremoti non sono più di prima"

Settecentootto persone. È la nuova stima delle vittime del terremoto che ha sconvolto il Cile due giorni fa. E il numero è destinato a salire: "Purtroppo continuerà ad aumentare", dice il ministro dell'interno cileno Edmundo Perez Yoma. "Ogni ora che passa abbiamo notizie peggiori di prima". Molte le persone che ancora non rispondono all'appello: "Il numero dei dispersi è indeterminato", rivela la presidente Michelle Bachelet. Mentre si continua imperterriti a scavare fra le macerie, dura è la lotta anche contro gli sciacalli che visitano supermercati incustoditi e altre infrastrutture ridotte in briciole per involare tutto ciò che incontrano sul loro cammino. A Concepcion, la città più provata dal sisma, il governo ha imposto il coprifuoco. Proseguono intanto le scosse di assestamento, tutt'altro che lievi. Ieri ce ne sono state almeno un centinaio. Stanotte l'ultima di magnitudo 6,2. Lo tsunami, in ogni caso, ha prodotto molti meno danni di quelli previsti. L'allarme maremoto è dunque rientrato: in Giappone e in Russia si sono definitivamente esaurite le onde 'anomale' che non hanno superato gli 80 centimetri (dato rilevato presso la penisola Kamchatka). Ma gli esperti del U.S. Geological Survey continuano a sottolineare l'eccezionale potenza del terremoto avvenuto in Cile, parlando di una 'carica' energetica pari a 50 gigatoni, riconducibile a quella sprigionata nel 2004 durante il sisma di Sumatra. A questo punto viene, in effetti, da chiederci se, per caso, il numero di terremoti non stia progressivamente aumentando nel mondo. Ogni tot sembra, infatti, essercene uno di eccezionale violenza: Sumatra 2004, L'Aquila 2009, Haiti 2010, Cile 2010. Per risolvere questo dubbio Milanoweb ha chiesto informazioni al centro nazionale terremoti di Roma, presso l'INGV: "In realtà non sono i terremoti ad essere aumentati ma la sensibilità umana al problema e l'efficacia dei mezzi di informazione", spiega a MW Giulio Selvaggi, direttore del centro romano, "Le faccio un esempio. Subito dopo il terremoto cileno ce n'è stato uno anche in Argentina di magnitudo 3. Nessuno ne avrebbe parlato, se non fosse che i media lavorano a gran velocità e che l'orecchio dell'opinione pubblica è, ormai, costantemente tarato su eventi di questa portata". Piuttosto emerge che, negli ultimi anni, i terremoti sono stati addirittura inferiori alla media: "Non posseggo dati sotto mano", prosegue Selvaggi, "tuttavia mi sembra di ricordare che il 2008 e il 2009 non sono stati anni particolarmente 'ricchi' sotto il profilo degli eventi sismici. Anzi. Ce ne sarebbero stati meno rispetto ad altri periodi. In compenso se ne sono verificati di più nel 2007, anche se hanno avuto scarsa risonanza mediatica, essendo avvenuti in aree poco urbanizzate del pianeta".

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