Il terremoto cileno sposta l'asse terrestre di 8 centimetri

Il forte terremoto che ha colpito il Cile pochi giorni fa ha spostato l'asse terrestre di 8 centimetri e 2,7 millisecondi di arco. È quanto si evince da uno studio condotto dalla Nasa, basato su un modello matematico sviluppato dal ricercatore Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California). Il terremoto ha sposato masse rocciose verso l'interno della Terra, come è accaduto anche nel corso del terremoto di Sumatra, nel 2004: in questo caso l'evento sismico provocò una diminuzione della durata del giorno di 6,9 microsecondi e uno spostamento dell'asse terrestre di 2,32 millisecondi di arco, pari a circa 7 centimetri. Con questo cambiamento dell'inclinazione terrestre, oggi il nostro pianeta gira un po’ più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo. Certo, sono dati per noi impercettibili, che non hanno alcuna ripercussione sull'ambiente e sulla vita degli animali, ma che da un punto di vista astronomico hanno un grande valore. La conferma dello spostamento dell'asse terrestre arriva anche dagli scienziati italiani, che sostengono addirittura un movimento di 12 centimetri: sono comunque stime che dovranno essere ancora confermate. Intanto il numero delle vittime continua ad aumentare. "Ci avviciniamo agli 800 morti", ha recentemente rivelato il presidente del Cile. La gran parte delle vittime, ben 586, ha perso la vita nella zona costiera di Maule, a 400 chilometri a sud-ovest di Santiago.

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