Col gene Marilyn Monroe tutti diventano attraenti

Irresistibili al punto da far perdere la testa a chiunque, compresi gli individui di sesso opposto. Uomini e donne, quindi, così attraenti da riuscire ad affascinare indistintamente maschi e femmine. Non è fantascienza, ma è ciò che potrebbe accadere se potessimo bloccare l’azione di particolari ormoni legati all’attività sessuale. Gli scienziati hanno, in realtà, condotto i loro studi sui moscerini della frutta, insetti riconducibili alla genetica umana, dei quali ci serviamo da tempo per studiare nuove terapie contro Alzheimer e Parkinson. Si è visto che i moscerini della frutta trattati geneticamente - in modo da non fargli produrre più un particolare ferormone, sostanza di cui si servono per comunicare fra loro e soprattutto per gestire l’accoppiamento - vanno incontro a un fenomeno che gli studiosi hanno definito “tsunami sessuale”. Si basa sul fatto che gli insetti ogm diventano incredibilmente più attraenti di ogni altro dittero e in pratica “rimbambiscono” tutti gli altri membri della comunità, che si accoppiano con loro indipendentemente dal sesso: «Maschi normali privi della sostanza ormonale esaminata diventano attraenti sia per i maschi sia per le femmine» spiega Joel Levine, dell’Università di Toronto, a capo dello studio. «Mancando questi segnali chimici vengono, infatti, annullate le barriere dell’accoppiamento». Il fenomeno ha luogo anche se, in questa specie, l’omosessualità è una pratica non riconosciuta. «La conclusione di Levine è credibile da un punto di vista entomologico perché lo scopo dei ferormoni è proprio quello di “mettere i paletti” alle attività riproduttive», ci spiega Ivo Rigamonti, entomologo dell’Università di Milano. «Senza i paletti il sistema può effettivamente crollare, e da qui forse deriva il termine “tsunami sessuale” che comunque trovo improprio». Per arrivare a questi risultati gli esperti hanno introdotto nel genoma dei moscerini della frutta un gene - battezzato non a caso Marilyn Monroe, in virtù del notevole fascino emanato dalla celebre attrice americana - in grado di uccidere tutte le cellule che secernono le sostanze chiave per i ferormoni che permettono l’accoppiamento. «Questo studio prova che, contrariamente a quanto si è sempre creduto, i ferormoni non sono indispensabili all’attività riproduttiva», rivela Nicolas Gompel, biologo dell’Institute of Develompmental Biology a Marsiglia. «Probabilmente ci sono altri aspetti della fisiologia di questi animali che ancora ci sfuggono». Su Nature, dunque, gli scienziati vanno cauti: è necessario non fare confusione con la specie umana, anche se può essere stuzzicante pensare a una pillola in grado di rendere più attraente che mai una certa persona. Un farmaco, oppure un particolare detergente, in grado di trasformare chiunque di noi nell’Angelina Jolie o nel Brad Pitt di turno, capaci di far crollare uomini e donne ai nostri piedi. L’uomo, dicono gli esperti, ha una fisiologia molto più complessa. In particolare quelli che possono essere definiti i “messaggi d’amore” si basano su molteplici aspetti, probabilmente difficili da elencare tutti e non tutti dipendenti dalla chimica: «L’uomo possiede molti modi per riuscire a valutare e classificare il giusto partner sessuale, a partire da un efficientissimo apparato visivo, non di certo riconducibile a quello degli insetti» conclude Levin. Simile il parere degli studiosi del Centro di Sessuologia di Milano, pur sottolineando che tutte le osservazioni che si fanno sulla natura e sugli animali hanno sempre qualcosa da insegnare. «In particolare» spiega Gabriele Guerini Rocco dell’ente milanese «questa ricerca canadese da una parte ridimensiona molto il ruolo dei feromoni nel corteggiamento e nell’attrazione tra due individui; si allontanano quindi le speranze di chi pensava di produrre una pillola per stimolare l’attrazione erotica (la sola idea di un erotismo meccanico e artificiale fa rabbrividire). Dall’altra parte conferma che le leggi dell’attrazione tra due soggetti, siano essi di sesso opposto o dello stesso sesso, non seguono la chimica, ma viaggiano secondo codici sconosciuti (e che tali vogliono rimanere)».

(Pubblicato su Libero il 17 ottobre 09)

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