Y2Y: dallo Yukon al Parco di Yellostone per salvaguardare il cammino degli animali

Un lungo sentiero privo di ostacoli in grado di unire le lande desolate dello Yukon, in Canada, alle montagne rocciose del parco di Yellowstone in Montana e Idaho. È lo scopo di un ambizioso progetto americano, battezzato Y2Y, e coinvolgente numerosi enti e strutture universitarie statunitensi, per consentire agli animali di muoversi agevolmente all’interno dei propri habitat naturali. Lo zoologo Michael Proctor, dell’Università di Alberta, parla di “connessione funzionale”, per definire le varie parti di territorio che si intendono mettere in comunicazione tra loro, favorendo gli spostamenti della fauna. Alla base del progetto, la consapevolezza che gli originali habitat degli animali sono sempre più frammezzati. Da una parte ci sono le città che espandendosi rubano spazio alle foreste, dall’altra la formazione di microisole ecologiche all’interno delle metropoli stesse, che danno sempre più spesso ospitalità a specie selvatiche. Esempi in tal senso ce ne sono numerosi. Un coyote rinvenuto per le stradine del Central Park di New York; un orso scoperto far razzie per le strade trafficate del New Jersey; un tacchino selvatico ad Harlem; venti vitelli marini al largo della costa orientale di Staten Island; alci e cervi nelle periferie di molte altre grandi città. Ma come intendono gli studiosi unire fra loro “ecologicamente” due territori così distanti come lo Yukon e il parco di Yellowstone? Attraverso particolari infrastrutture – dicono i ricercatori – come cavalcavia, sottopassaggi, recinzioni. In questo modo si intende, dunque, creare un lungo e omogeneo percorso naturale percorribile esclusivamente dagli animali. I cavalcavia, progettati in modo che sembrino naturali, impedirebbero a molte specie faunistiche di ritrovarsi senza accorgersi su una corsia dell’autostrada. Sentieri controllati da videocamere permetterebbero di seguire gli spostamenti degli animali più a rischio di estinzione. E poi ancora si pensa di realizzare terrapieni per bloccare l’inquinamento acustico di trafficate vie stradali e ferrovie; e sottopassaggi che i puma e gli orsi bruni sembrano apprezzare in modo particolare. Per quanto riguarda infine gli animali che finiscono uccisi dai treni, l’accesso ai binari può essere controllato impiegando pannelli chiodati in prossimità delle stazioni. L’idea degli statunitensi è stata messa in pratica anche in altre località. In Australia, in Costa Rica, e in India. In quest’ultimo caso, in particolare, lo scopo è quello di facilitare gli spostamenti di animali a forte rischio di estinzione come le tigri. Un ultimo appello è rivolto a turisti e appassionati di mountain bike. Campeggiare nei sottopassaggi o valicare i cavalcavia destinati agli animali renderebbe del tutto inutile il lavoro dei progettisti di Y2Y.

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