Ha 4 anni e in pochi secondi calcola il quadrato dei numeri

Ha appena quattro anni ma è già stato invitato a prender parte al Mensa Club, associazione riservata esclusivamente alle persone superintelligenti, con un quoziente intellettivo superiore alla norma (precisamente maggiore di 130). Si chiama Harry Chapple e il suo QI corrisponde a 144 (solo 8 punti in meno del grande fisico Stephen Hawking). Secondo gli studiosi solo l’1% delle persone ha un QI più alto di 140 e il fenomeno non ha nulla a che vedere con l’ereditarietà. Pertanto un piccolo genio può tranquillamente nascere anche da due genitori dotati di una intelligenza normalissima. Il piccolo Harry abita in Inghilterra e gli scienziati che lo seguono sono allibiti dalle sue potenzialità cognitive e mnemoniche. Dicono che ha una capacità di lettura assimilabile a quella di un bambino di 10 anni. Harry sa recitare l’alfabeto al contrario da quando aveva due anni. E oggi è capace di calcolare la circonferenza del cerchio e risolvere problemi con numeri elevati al quadrato. Le cosiddette potenze sono operazioni che si svolgono a partire dalle scuole medie, per cui è incredibile che un bimbo che non ha ancora iniziato le elementari sia già in grado di risolverle. Non solo. Tutte le operazioni citate Harry le svolge in pochi secondi, a differenza dei suoi coetanei (e di molti adulti) che non saprebbero nemmeno da che parte iniziare. Un esempio. Se gli si chiede qual è il quadrato di 15, risponderà all’istante “225”: sfidiamo qualunque adulto a fare altrettanto. La passione per i numeri di Harry è viva fin dalla nascita. Lo racconta il papà del bimbo, il quale spiega che il suo piccolo ha iniziato fin da subito a richiedere giochi particolari, specialmente quelli legati ai numeri. Inoltre la sua curiosità è molto accesa. Non si limita a porre le domande classiche di tutti gli altri bambini, ma si spinge molto più in là, cercando di arrivare - sempre e in ogni caso - al nocciolo del problema. Un bimbo normale, per esempio, può chiedere “perché il cielo è blu”. Un grande gli risponde “perché riflette il colore del mare”, e la conversazione finisce lì. Con Harry, al contrario, non finisce mai. Dopo aver chiesto perché il cielo è blu, chiederà infatti “perché il mare è blu”, e così via, all’infinito. Le sue notevoli capacità sono anche dettate da una memoria brillante che gli consente di memorizzare senza alcuna difficoltà numeri chiave come il pi greco (3,14, fondamentale per i calcoli legati alla circonferenza). Impressionati dalle abilità del figlio, i coniugi Chapple hanno dunque pensato di sottoporlo a test per rilevarne il QI. E si sono rivolti al dottor George Crowther, che da 40 anni analizza le attività mentali dei bambini in età prescolare. Lo scienziato ha così stabilito che Harry è effettivamente dotato di una intelligenza prodigiosa. In seguito, il Mensa, l’organizzazione rappresentata dai più grandi cervelloni della Terra, s’è fatto avanti per invitarlo a iscriversi al club. Crowther, in ogni caso, ha suggerito ai genitori di muoversi con cautela col figlio, e di fargli seguire un iter di studi normale, insieme ai piccoli della sua età. Diversamente Harry rischierebbe di avere problemi di natura sociale. Secondo gli scienziati, infatti, sono proprio le persone iperdotate (con le ipodotate) a sentirsi più facilmente emarginate, perché con maggiori difficoltà si integrano in una società costituita in gran parte da soggetti normodotati. L’ideale per stare bene e farsi strada nella vita, spiegano i ricercatori, è quindi possedere un’intelligenza leggermente superiore alla media. Infine va aggiunto che il QI in un bambino andrebbe sempre e comunque preso con le pinze, essendo molto suscettibile alle influenze esterne e al tipo di educazione che riceverà. Paul Mussen nel suo “The Psychological development of the child” dimostra che il QI di un piccolo in età scolare può tranquillamente variare anche di 50 punti. Cita l’esempio di un bambino che sottoposto al test con la sinusite e il papà disoccupato otteneva il punteggio di 113; lo stesso piccolo guarito dalla sinusite e in una condizione famigliare migliore arrivava a punte di 163.

(Pubblicato su Libero il 9 agosto 09)

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