Trovato il cugino di Oetzi

“Un ritrovamento eccezionale”. Così è stata definita la scoperta di uno scheletro in perfette condizioni risalente a 4.500 anni fa. Il reperto è emerso dalle sabbie della spiaggia di Nettuno, a una sessantina di chilometri a sud di Roma, presso la località Torre Astura. La scoperta non è opera di antropologi o archeologi, ma dei militari del Comando carabinieri Tutela patrimonio culturale (Tpc). Lo scheletro - battezzato Nello, dal nome del carabiniere che per primo lo ha individuato – è stato rinvenuto grazie a uno dei periodici voli di ricognizione effettuati dalle forze dell’ordine per prevenire gli scavi abusivi, in una tomba – larga circa 85 centimetri e lunga 170. In essa, oltre ai resti di Nello, sono venuti alla luce vari suppellettili, arredi funebri, frecce, lame di pugnale, vasellame in ceramica. In particolare una freccia posta nelle immediate vicinanze dello scheletro induce a pensare che l’uomo di Torre Astura possa essere stato assassinato. Saranno le analisi antropologiche a scoprirlo. Per il momento gli scienziati della soprintendenza archeologica del Lazio si limitano a dire che si tratta dei resti di un guerriero alto meno di un metro e settanta, risalente all’Eneolitico, lo stesso periodo in cui è vissuto il cugino delle nevi Oetzi, la celebre mummia rinvenuta sul confine italoaustriaco negli anni Novanta. A questo punto gli studiosi non escludono la possibilità di rinvenire un’intera necropoli risalente all’Eneolitico.

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