Un colpo d'occhio e la diagnosi è fatta

Un bravo medico è colui che con un semplice sguardo - senza la necessità di consultare le cartelle cliniche - è in grado di capire di cosa soffre un ammalato. Un tempo era facile imbattersi in medici di questo tipo. Oggi, invece, per via dei grandi progressi della tecnologia, questa abilità è venuta meno. È dunque per tale motivo che, da pochissimo tempo, alcune facoltà di medicina stanno sperimentando dei corsi complementari “artistici”, per formare appunto nuovi specialisti capaci di leggere, come si dovrebbe, il corpo umano. Studiosi dell’Università di Yale hanno osservato le cartelle cliniche di medici abituati a frequentare pinacoteche e musei e quelle di specialisti tradizionali. È così emerso che i primi comprendono con maggiore facilità le reali necessità di un paziente: gli scienziati hanno, in particolare, parlato di una maggiore empatia tra il curante e l’ammalato. Il connubio medicina-arte sta avendo riscontro anche presso il prestigioso Metropolitan Museum of Art di New York: qui una sala della struttura è interamente dedicata ai futuri medici che tra un corso e l’altro di fisiologia e patologia si cimentano con opere pittoriche. “Il corso è obbligatorio per gli studenti del terzo anno – afferma David Muller, preside della Scuola di medicina – una lezione per imparare quanto l’arte della osservazione sia fondamentale nelle medicina”. Secondo Irwin Braverman, docente dell’Università di Yale, il fenomeno potrebbe portare non solo a un migliore dialogo tra paziente e curante, ma anche a un taglio considerevole nei costi dell’assistenza sanitaria. Infine, sottolineano i ricercatori, non è questa la prima volta che arte e medicina si vengono incontro. In passato, per esempio, Leonardo Da Vinci si cimentava abitualmente nella dissezione dei cadaveri per riuscire a dipingere meglio. Così Andreas Vesalius, autore del famoso “Trattato di anatomia”, sviluppato basandosi sui disegni e gli schizzi del grande Tiziano.

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