Lesbica una donna su dieci

Le donne attratte da altre donne sono in continuo aumento, specialmente in Usa. Erano il 3% della popolazione all’inizio degli anni Novanta; attualmente sono il 10%. Sono i dati diffusi dal National Center for Health Statistics. Secondo gli esperti ciò è dovuto al drastico e progressivo cambiamento del ruolo sociale del maschio. Una volta, infatti, le donne ricercavano sicurezza e protezione unicamente dall’uomo, oggi, invece, si rendono conto di poter ottenere le stesse attenzioni anche da individui del loro stesso sesso; avere dunque a che fare con mariti e fidanzati sta diventando per molte di esse una perdita di tempo; alcune dicono, addirittura, come dover seguire un figlio in più. In particolare gli studiosi si soffermano sul fatto che la cosiddetta “identità di meta”, intesa come l’espressione della direzione del desiderio sessuale, che può essere rivolto a individui del sesso opposto (eterosessuale), dello stesso sesso (omosessuale) o a individui di entrambi i sessi (bisessuale), ha perso ormai gran parte del suo significato originario. Questo perché l’impressione che si ha è che l’orientamento sessuale, soprattutto nei più giovani, pare legato più a un determinato contesto socio–ambientale che non a una vera e propria vocazione sessuale. Relativamente alle donne diversi studi hanno per esempio messo in risalto che solo un terzo delle giovani donne omossessuali, si dichiara esclusivamente tale; un altro terzo si dice bisessuale, e il resto si definisce allegramente “unlabeled”, inclassificabile. Cosa ancora più interessante, queste ragazze, seguite prospetticamente per otto anni da una ricercatrice americana, Lisa Diamond, dell’università dello Utah (USA), mostrano di fluttuare da una condizione di omosessualità a una bisessuale, quindi con innamoramenti e rapporti anche verso ragazzi, o addirittura verso una condizione che rifiuta l’etichettatura. Anche in Italia la situazione è simile, e la conferma viene data dalla storia stessa delle donne omosessuali. In Italia sembra che fra le donne lesbiche il 19% abbia partorito un figlio ed il 54% aspiri a farlo. (Negli Stati Uniti la percentuale di donne lesbiche con figli è del 34%). In una ricerca condotta dal Servizio Clinico di Sessuologia dell’università di Bologna, gli scienziati hanno analizzato i percorsi di coming out (sequenza temporale di pensieri, esperienze e scoperte che permettono ad un/una omosessuale di riconoscersi ed accettarsi, strutturando una solida identità che consenta il confronto con l’altro e con il mondo esterno in genere) di un campione di madri lesbiche coi propri figli. È risultato complessivamente che 38 figli coinvolti nel test erano stati concepiti in modo tradizionale, nell’ambito di un rapporto di matrimonio con un uomo, 2 erano frutto di un rapporto occasionale, 3 di inseminazione artificiale, 1 col ricorso a tecniche di procreazione assistita (PMA). La paura più diffusa fra queste madri lesbiche è stata quella della stigmatizzazione esterna, seguita dal timore del giudizio negativo dei figli e dalla paura di perdere il loro amore.

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