Ormoni e paternità

L’alto livello di testosterone nei giovani è esclusivamente in funzione della necessità di conquistare una partner con la quale fare dei figli. Dopo aver procreato, infatti, il noto ormone legato alla sessualità maschile, cala drasticamente, ridimensionando la mascolinità a favore di atteggiamenti più effeminati, ideali per fare il papà. Sono le conclusioni di un team di studiosi della Charles Drew University of Medicine and Science di Los Angeles. La ricerca ha coinvolto un gruppo di 126 studenti cinesi di età compresa tra i 21 e i 38 anni. Ad essi sono stati prelevati – in due step giornalieri - dei campioni di saliva, che hanno consentito di rilevare i livelli ormonali. In questo modo si è visto che nei papà si registrava una scarsa presenza di testosterone, a differenza dei soggetti single, dove, invece, la presenza dell’ormone era più abbondante. Peter Gray, responsabile dello studio, ha detto che “ciò dimostra che i livelli elevati dell’ormone maschile sono associati alla competizione e alla ricerca di una compagna, mentre quelli più bassi concernano specificatamente la paternità”. Nick Neave, psicologo della Northumbria University, ha invece aggiunto: “La natura non vuole che i livelli di testosterone siano alti quando si ha un bimbo. Il periodo in cui in casa è presente un bebé infatti può essere molto frustrante per un uomo e i suoi sentimenti di rabbia potrebbero danneggiare i piccoli”. In sostanza, concludono i ricercatori, la diminuzione del testosterone non sarebbe altro che un ingegnoso stratagemma della natura per proteggere la prole. Normalmente il testosterone viene considerato un ormone esclusivamente maschile, cosi come gli estrogeni vengono ritenuti ormoni solamente femminili. In realtà sono invece le loro proporzioni relative a determinare la mascolinità o la femminilità. I maschi producono circa 5mg di testosterone al giorno, 50 volte più delle femmine, che a loro volta producono dal doppio al triplo di estradiolo.

Commenti