In cerca d'acqua con la risonanza magnetica

Oggi sono due i metodi che consentono all’uomo di ottenere informazioni più o meno precise riguardo al punto ideale dove andare a scavare per creare nuovi pozzi dai quali estrarre acqua. Lo studio dei parametri geologici di una particolare area geografica e la rabdomanzia, tecnica che però non ha alcun fondamento scientifico. Ma presto potremo contare anche su una nuova alternativa: la risonanza magnetica. Ebbene sì, lo strumento tipicamente usato in ambito medico per “fotografare” approfonditamente il corpo umano in cerca di eventuali patologie, è anche in grado di indicare dove andare a puntare la trivella per trovare acqua in abbondanza. È la proposta di un team di scienziati francesi. Utilizzando il principio chimico-fisico su cui si basa l’azione della risonanza magnetica gli esperti d’Oltralpe hanno creato due pozzi di grande portata (da 5 a 10 metri cubi all’ora), dieci volte più efficienti di quelli tradizionali. L’esperimento è avvenuto in Burkina Faso (Africa). Il sistema utilizzato dai francesi si basa sull’azione di un flusso elettrico che raggiunge il sottosuolo attraverso un cavo speciale. L’energia elettrica, a contatto con l’acqua, produce un campo magnetico che interagisce con gli atomi di idrogeno. Infine, dal comportamento elettrochimico dell’elemento, in relazione anche al campo magnetico terrestre, gli studiosi sono in grado di risalire alla quantità e alla qualità dell’acqua sotterranea. “Nello stesso modo in cui si eccitano i protoni degli atomi contenuti nell’organismo umano per ottenere una immagine medica – dicono i ricercatori dell’Istituto di ricerca per lo sviluppo (Ird) - i protoni delle molecole d’acqua sotterranee sono eccitate dal segnale elettromagnetico inviato dall’apparecchio”. Una scoperta molto interessante visto che il rapporto mondiale sulla valorizzazione delle risorse dell’acqua dice che verso il 2050, 7miliardi di persone in 60 paesi (ipotesi pessimista) o 2miliardi in 48 paesi (ipotesi ottimista) soffriranno la sete. 45 milioni di nuovi ettari di terra saranno irrigati da qui al 2030 in 93 paesi in sviluppo. Più del 60% delle terre potenzialmente irrigabili sarà utilizzato.

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