Il Po navigabile: un sogno che potrebbe diventare realtà

Quattro sbarramenti alti fra 1,8 e 5 metri per rendere il Po navigabile saranno realizzati entro il 2015. Un progetto faraonico che costerà un miliardo e 344milioni di euro. Sponsor del progetto la Regione Lombardia. In particolare a spingere per la realizzazione dell’opera sono gli uomini della Lega. Bossi, del resto, lo dice da sempre: “Il Po tornerà navigabile”. Il progetto – non ancora approvato – è stato presentato da Luigi Fortunato, direttore dell’Aipo (Agenzia Interregionale del Po) e interesserà il territorio compreso fra Cremona e Mantova. I vantaggi – dicono i rappresentanti di Aipo - saranno enormi, soprattutto per ciò che riguarda i trasporti e il commercio. Inoltre ci saranno interessanti ripercussioni in ambito energetico con la produzione di 930 Gigawatt di elettricità. Parzialmente – per non dire totalmente – in disaccordo con la proposta leghista sono gli ambientalisti, che temono un disastro ecologico di notevoli proporzioni. Studiosi dell’Università di Parma, per esempio, pensano che gli sbarramenti potrebbero causare anossia in molti punti del fiume, ossia carenza di ossigeno. Le acque del fiume potrebbero impoverirsi a tal punto da compromettere l’esistenza di molte specie vegetali e animali. Si parla di eutrofizzazione. Inoltre le acque del Po diverrebbero verdognole e con un tasso di inquinamento molto più elevato di quello attuale. Gli scienziati puntano il dito anche sul problema del “trasposto solido” che con gli sbarramenti verrebbe meno: sabbie e altri detriti, infatti, non raggiungerebbero più il delta del Po, alterando pesantemente l’ecosistema fluviale.

(Pubblicato su www.milanoweb.com il 4 agosto 09)

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