Inquinamento: navi sotto accusa

Non sono solo le automobili e le industrie a inquinare l’ambiente, ma anche le navi. Nel mondo, infatti, si muovono quotidianamente 88mila navi (tra mercantili, petroliere e pescherecci), consumando 289milioni le tonnellate di carburante, che producono una quantità di ossido di azoto (Nox) pari a quello emesso annualmente da tutto il territorio degli Stati Uniti. È quanto emerge da una ricerca compiuta dall’Università americana del Delaware. Lo scopo di questo studio è dunque quello di sensibilizzare - prima che sia tropo tardi - gli enti che si occupano di stabilire le modalità e le caratteristiche del funzionamento delle emissioni dei prodotti di rifiuto delle navi. La combustione del gasolio utilizzato per alimentare i motori diesel della navi, porta allo sviluppo di grosse quantità di ossido di azoto che, una volta penetrate nell’atmosfera, favoriscono la formazione di sostanze reattive e dannose per la salute dell’uomo come l’ozono. Secondo Horst Kohler della MAN B&W Diesel di Augsburg, in Germania, il problema dell’inquinamento delle navi è assolutamente sottostimato. Dello stesso parere anche Øyvind Endresen del Det Norske Veritas di Nøvik, in Norvegia. Entrambi i centri di ricerca sono giunti a queste conclusioni tramite l’impiego di sofisticati satelliti che hanno permesso di risalire alle rotte più frequentate dalle navi commerciali e alle zone in cui l’inquinamento risulta essere maggiore. Anche le perdite di petrolio creano grossi problemi all’ambiente. Si presentano sotto forma di piccoli grumi simili a catrame in mare aperto e di schiuma scura o di pellicole oleose sulle spiagge. Nell’oceano vengono perse annualmente fino a 5milioni di tonnellate di petrolio.

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