Dominique Dyens, scrittrice francese, nel suo ultimo libro Eloge de la cellulite et autrs disgraces afferma che tra una quindicina d’anni tutti andremo dal chirurgo estetico. E laddove non ci si andrà direttamente sarà
lo stesso chirurgo estetico a farci visita. Dove? A casa nostra. Nelle nostre abitazioni ci saranno, infatti, allestite microsale operatorie dove di tanto in tanto ricevere il chirurgo plastico di fiducia per l’ennesima ritoccatina. Dyens lo ha per ora solo ipotizzato, tuttavia una simile tendenza, si starebbe già consolidando in varie parti del mondo, fra cui Inghilterra e America. A Londra già oggi peeling, botox e iniezioni filler vengono "consegnati" a domicilio. L’idea è venuta a un gruppo di medici della capitale inglese.
Una telefonata e lo specialista estetico a bordo della sua motoretta si catapulta all’indirizzo designato con tutta l’attrezzatura necessaria per far tornare indietro le lancette dell’orologio sul volto del paziente di turno. La notizia, riportata dal Daily Telegraph, riferisce il costo di ogni iniezione: circa 115 euro. Il desiderio della ritoccatina, d'altronde, riguarda sempre più individui. Ecco alcuni dati. 250mila gli interventi plastici ogni anno in Francia; 4 milioni quelli in USA; il mercato della chirurgia estetica in America in dieci anni è aumentato del 444%; in Inghilterra contempla un giro di affari di 250 milioni di euro. Anche in Italia, dove ancora non si è fatto avanti nessuno per recapitare a domicilio prodotti per ringiovanire o farsi belli, le stime sono altrettanto importanti. Infine, a fianco della avveniristica proposta relativa alla medicina estetica a domicilio, si stanno formando nuove figure professionali, perlopiù chirurghi estetici sempre più specializzati. L’ultimo a far la sua comparsa è il cosiddetto “vagina designers”. È un medico che affronta esclusivamente operazioni all’apparato genitale femminile. La riduzione delle piccolelabbra (o labiaplastica, come anche viene chiamata) è l’intervento più gettonato. Viene eseguito per ragioni puramente estetiche o per ridurre i fastidi dovuti alle eccessive dimensioni delle piccole labbra in numerose attività sportive (ciclismo, ippica, motociclismo). L’intervento può essere eseguito in day hospital e in anestesia locale.
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mercoledì 5 ottobre 2011
mercoledì 4 agosto 2010
I difetti femminili che piacciono agli uomini
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| Jennifer Lopez |
venerdì 19 marzo 2010
Chirurgia plastica per le vittime dell'Hiv
Oggi grazie ai progressi della medicina, sieropositivi e malati di Aids vivono sempre più a lungo. Per questo tipo di pazienti, però, si sta facendo largo un nuovo problema: la sindrome lipodistrofica. È la conseguenza delle massicce cure necessarie per contrastare il virus Hiv. A lungo andare la pelle del viso ne risente. Con ciò, un malato di Aids, rischia di venire emarginato, messo da parte, anche se la malattia è tenuta assolutamente sotto controllo. Che fare dunque per evitare questa situazione? Secondo gli esperti dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma si può intervenire con la chirurgia plastica. In questo caso, però, non si usa il bisturi, ma semplici iniezioni di “filler”, sostanze riempitive che attenuano la magrezza e la rugosità del volto. Centinaia di persone sono già state trattate presso il centro romano e molte altre sono in lista. Ottimi i risultati, rarissimi i casi di (comunque leggeri) effetti collaterali. Ma in cosa consistono le iniezioni di filler? Si basano su due sostanze sintetiche, da utilizzarsi in relazione alle caratteristiche specifiche di ogni malato. La prima, Aquamid, è un gel poliacrilammidico che dura nel tempo e si trasforma in una parte morbida e stabile della pelle. La seconda, a base di acido polilattico, Sculptra, agisce invece stimolando la crescita dei tessuti: più che un filler viene classificato come un ricostituente del tessuto connettivo. L’acido polilattico è biodegradabile e viene riassorbito nel giro di 12-24 mesi. Il problema sono i costi. Ogni fiala iniettata costa, infatti, 200 euro, ed è necessario utilizzarne almeno una decina per ottenere dei validi risultati.
giovedì 17 dicembre 2009
L'ultima tendenza maschile: rifarsi le labbra
Sempre più uomini si rivolgono al chirurgo estetico per rifarsi le labbra. È quanto emerge da una ricerca compiuta da esperti della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. "Gli uomini non esitano più a contattare un esperto in chirurgia plastica per chiedere un aumento di volume delle labbra", racconta Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano. Non è una novità che negli ultimi tempi anche i maschi frequentino sempre più spesso gli studi dei chirurgi plastici (soprattutto per rinoplastica, liposuzione, trapianto capelli), tuttavia mai prima d'ora s'era messo in luce questa tendenza concernente la cheiloplastica, che si pensava a esclusivo appannaggio delle donne. Anche gli uomini, dunque, desiderano ritoccarsi le labbra, convinti di poter aver maggiore successo con le donne. Il fenomeno riguarda soprattutto trentenni e quarantenni. La ricerca evidenzia un incremento del 40% di questo tipo d'interventi negli uomini. In realtà non si tratta del tentativo di ottenere le tipiche labbra 'a canotto', alla Mick Jagger (nella foto), un tempo assai di moda fra le esponenti del gentil sesso, ma solo un po’ più di volume con semplici ritocchi mirati, di solito risolvibili in due o tre sedute con piccole iniezioni di acido ialuronico.
lunedì 27 luglio 2009
Boom di uomini col seno rifatto
Sempre più uomini si sottopongono a operazioni per rifarsi il seno. In Italia negli ultimi due anni il loro numero è quadruplicato. Cifre simili sono riscontrabili anche in molti altri paesi industrializzati. In Inghilterra, per esempio, secondo gli scienziati dell’ospedale londinese St George’s and Princess Grace, è raddoppiata la richiesta di essere sottoposti a correzione del seno. L’intervento mira a rimpicciolire l’adipe nella parte alta del torace. Un tempo l’operazione era riservata esclusivamente ad adolescenti con problemi ormonali. Ora l’intervento è attuato soprattutto su over 45 con la fissa della linea e del fisico asciutto. I dati statistici relativi agli interventi di chirurgia estetica realizzati negli Stati Uniti e recentemente pubblicati dalla American Society of Plastic Surgeons, collocano la correzione del seno come il quinto intervento chirurgico più frequente nell’uomo dopo la blefaroplastica (correzione delle palpebre), la liposuzione, la rinoplastica (correzione del naso) e il trapianto di capelli. Si parla di ginecomastia per indicare una alterazione caratterizzata dalla presenza nell’uomo di un seno eccessivamente sviluppato, di aspetto femminile. Può essere la conseguenza del malfunzionamento della ghiandola (ginecomnastia vera) o più spesso della presenza eccessiva di grasso mammario (pseudoginecomastia). Il problema è più frequente di quanto si possa immaginare: è presente in un terzo della popolazione maschile adulta e in oltre la metà degli adolescenti. L’intervento per rimpicciolire il seno è realizzabile in day-hospital. L’operazione varia in base al tipo di ginecomastia: se è dovuta ad un aumento del grasso si utilizza la liposuzione. Nel caso di una anomalia ghiandolare si procede effettuando una piccola incisione localizzata lungo il margine inferiore dell’areola.
giovedì 25 giugno 2009
Manager, piloti, avvocati. Tutti in fila dal chirurgo plastico per continuare a far carriera
Uomini e donne sempre più spesso si sottopongono a lifting per motivi di lavoro. Accade in Usa, secondo un recente articolo divulgato sulle pagine del New York Times. La percentuale di uomini è del 22%; quella delle donne del 15%. Sono soprattutto i manager, gli avvocati, i piloti d’aereo, e gli agenti immobiliari a sottoporsi a trattamenti di chirurgia estetica. Il motivo? Le pressioni lavorative e l’alta competitività. Secondo Alan Matarasso, medico newyorkese “c’è chi già a 50 anni si sente vecchio e tagliato fuori” e non ha dunque altra alternativa se non quella di “tornare più giovane” per rimettersi in gioco e continuare a far carriera. L’Accademia americana di plastica facciale dice che dal 2003 al 2004 il numero di lifting alla fronte, trattamenti al botulino e resurfacing al laser sugli uomini sono più che raddoppiati. Il risultato è spesso molto soddisfacente. Quasi sempre, infatti, chi si sottopone a lifting ha poi maggiori chance di successo in ambito lavorativo: viene accettato di più e guadagna meglio. Tuttavia conviene non esagerare. Tirare troppo la pelle, oltre una certa soglia di “credibilità”, potrebbe infatti avere l’effetto opposto. E anziché migliorare le condizioni professionali, potrebbe peggiorarle. Secondo gli esperti l’ideale è dunque sottoporsi al cosiddetto light–lifting, microtecnica che si concentra soprattutto sulle piccole imperfezioni del viso. La tecnica di light-lifting si realizza in anestesia locale e viene programmata su misura per restituire al viso la giusta armonia. “Si tratta di una tecnica combinata - dice Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova - valutata dopo un attento studio del volto e dello stato della pelle. Per un ottimale risultato estetico è importante considerare i singoli parametri facciali, mettendoli in giusto rapporto tra loro, così da dare al contesto viso un’armoniosa continuità. La tecnica può essere applicata anche per rendere più sensuale la zona occhi, punto che normalmente attrae e su cui maggiormente si focalizza l’attenzione di chi ci osserva”.(Per ulteriori info: http://www.alanmatarassomd.com/dr_matarasso.htm)
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