Anni Quaranta, Stati Uniti. Percy Spencer è un comune impiegato della Raytheon, fra le maggiori aziende produttrici di oggetti elettronici. L'uomo si occupa di magnetron per apparati radar, valvole termoioniche ad alta potenza, utilizzate per la produzione di microonde. Per caso, un giorno, mentre traffica con un nuovo strumento che potrebbe tornare utile all'industria militare, dimentica acceso un radar. In seguito si accorge che la tavoletta di cioccolato che ha in tasca s'è completamente liquefatta. Cos'è accaduto? Spencer non impiega molto a capirlo: il calore sprigionato dalle microonde ha sciolto l'alimento, rendendolo immangiabile. Immediatamente comprende il valore della scoperta, ma occorrono altri test per provare la reale efficacia delle microonde, nell'ambito della preparazione alimentare. Conduce i successivi esperimenti sui popcorn verificando che, in effetti, è questa la strada giusta per dar vita a un'oggetto rivoluzionario che consenta di preparare qualcosa da mangiare in pochi minuti. Convoca i colleghi e procede con le dimostrazioni, questa volta utilizzando le uova. Salta tutto per aria, impiastrando le facce dei presenti, ma ottiene così la prova definitiva dell'efficienza della sua fortuita trovata: il forno a microonde. Il vantaggio, rispetto agli altri metodi di cottura, è notevole: in una manciata di minuti, infatti, si possono scongelare cibi surgelati e cuocerli all'istante. Nel 1946, grazie alla scoperta casuale di Spencer, la Raytheon brevetta il processo di cottura tramite microonde e l'anno successivo sviluppa ufficialmente il primo forno per il mercato. Lo battezzano Radarange. Ha ben poco a che vedere con i prodotti odierni, tuttavia è in grado di assolvere benissimo il suo dovere, e soprattutto stuzzicare l'interesse dell'opinione pubblica. Alto quasi due metri e pesante 340 chilogrammi, basa la sua azione su un sistema di raffreddamento ad acqua, producendo una potenza di 3kW, il triplo di quella mediamente prodotta dai forni di oggi. La Raytheon si arricchisce di colpo e arriva ad acquisire la Amana, azienda dell'Iowa specializzata nella produzione di elettrodomestici. Da qui parte il raffinamento del prodotto, che diviene sempre più piccolo e maneggevole. La Litton Industries acquista da Studebaker gli spazi Franklin Manufactering per la produzione in grossa scala di forni a microonde, prendendo spunto dal Radarange: è il prototipo del forno moderno, analogo a quello che oggi quasi tutti ospitiamo nelle nostre case. Esposto per la prima volta a una fiera di Chicago, l'elettrodomestico diviene uno strumento indispensabile in tutte le case degli americani. Negli anni Settanta il boom definitivo con la diffusione capillare del forno a microonde resa possibile dal calo sensibile dei prezzi, dovuto a un ridimensionamento dei materiali impiegati per la sua fabbricazione. In Italia giunge negli anni Ottanta, un po' in ritardo rispetto agli altri paesi europei, per via di alcune prese di posizioni riguardo la sua potenziale pericolosità per la salute: ancora oggi si sente parlare dei rischi che corre chi si nutre regolarmente con piatti scaldati al microonde, anche se non hanno ancora avuto conferme ufficiali.
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mercoledì 1 giugno 2011
martedì 9 febbraio 2010
ENE Pocket Car, la prima macchina 'a gazzosa'
Gazzosa al posto della benzina? Un'idea. Un'azienda di giocattoli giapponese - la Takara Tomi - presenta, infatti, una macchinina alimentata con bevande gassate. Il prototipo - battezzato ENE Pocket Car - è stato presentato in questi giorni durante il Toy Forum 2010. Si basa sull'azione di una biobatteria applicata a un dispositivo elettronico, funzionante con appena 3 millimetri di una qualsiasi sostanza liquida zuccherata, tipo, appunto, la gazzosa (ma vanno bene anche Coca Cola, aranciata, chinotto…). In pratica lo strumento hitech utilizza degli enzimi per distruggere le molecole dei carboidrati e ottenere energia. Il prototipo sta per essere perfezionato dai tecnici della Sony, ma per il momento è difficile prevedere l'entrata in commercio di ENE Pocket Car. La notizia ufficiale è stata diffusa dal portale scientifico http://www.physorg.com/.Il video...
Il più antico materiale genetico mai rinvenuto è stato identificato da un gruppo di ricercatori canadesi in un antico deposito di sale nella regione del bacino del Lago Michigan. Vecchio di 419 milioni di anni, il DNA record è stato scoperto dagli studiosi della Dalhousie University di Halifax e appartiene a microrganismi i cui antenati hanno forse rappresentato le prime forme di vita del nostro pianeta.
Condizioni di stress elevato durante lo sviluppo fetale determinano una minore aspettativa di vita: è questa la conclusione dell'antropologo George Armelagos della Emory University, dopo aver studiato lo sviluppo dentale nei resti dei nostri antichi antenati preistorici.
Gli scienziati del NIST hanno costruito l’orologio perfetto, che supera di gran lunga la precisione degli orologi atomici al cesio.
Scienziati dell'Università di Cambridge scoprono il gene che rende identiche le ali di una farfalla.
Università di Leicester. Identificato il gene della longevità. Si tratta della variante del gene TARC che porta ad avere dei telomeri più lunghi, requisito fondamentale per campare di più.
La popolazione di tigri in cinque paesi del sud-est asiatico ha subito un calo del 70% in 12 anni. Oggi ne rimangono solo 350 esemplari. Il nuovo censimento è stato condotto dagli esperti del World Wildlife Fund for Nature.
domenica 15 novembre 2009
Acquasantiere hitech contro l'influenza A
Notizie (scientifiche?) dalla Brianza. Arriva l'acquasantiera anti influenza. È l'idea di un barista brianzolo, Luciano Marabese. L'audace inventore ha messo a punto un dispositivo in grado di erogare acqua (santa) , semplicemente posizionando le mani di fronte a una fotocellula (azionata da una comune batteria). In questo modo si evita il contatto con acque o superfici contaminate dal virus A. Il meccanismo che consente il funzionamento dell'acquasantiera è del tutto simile a quello di wc e lavandini presenti nei bar o negli autogrill. L'originale trovata di Marabese è ufficialmente entrata in funzione presso la chiesa dei Tre Fanciulli a Fornaci di Briosco, fra Giussano e Besana Brianza, in provincia di Milano. "I fedeli, all'inizio, erano disorientati", ha spiegato il parroco del paese, "poi, però, hanno accolto questa innovazione tecnologica con molto entusiasmo". Marabese ha pensato all'acquasantiera elettronica dopo aver notato che - durante le celebrazioni eucaristiche - sempre più persone avevano smesso di 'segnarsi' per paura di essere contagiate dal virus H1N1. L'inventore brianzolo ha ottenuto con la sua acquasantiera hitech un gran successo, tanto che gli stanno arrivando ordini anche dalla Spagna e dal Portogallo. In realtà tutti i guadagni finiranno in Africa, presso la missione di don Bruno (conoscente di Marabese), dove c'è bisogno di nuovi pozzi per estrarre l'acqua.(Pubblicato su http://www.milanoweb.com/)
Il servizio del TG1:
domenica 17 maggio 2009
INVENZIONI PER CASO
Un giorno Isaac Newton stava bevendo un tè nel suo giardino quando, all’improvviso, una mela, cadendogli davanti agli occhi, gli diede modo di riflettere sulla gravità e quindi, subito dopo, di dare vita alla famosa legge della gravitazione universale. È solo uno fra i tanti esempi in cui - dei fatti assolutamente fortuiti - hanno determinato scoperte scientifiche rivoluzionarie. Come riporta l’ultimo numero di Airone, fra queste rientra anche la famosa pillola blu. Il Viagra è stato scoperto per caso nel 1986 grazie a un team di scienziati del Pfizer Central Research di Sandwich, in Inghilterra. Questi ultimi notarono che l’inibizione di un enzima della muscolatura liscia dei vasi sanguigni – tramite una molecola precursore del sildenafil (attuale Viagra) - aveva degli effetti positivi nella cura dell’angina pectoris e impediva l’ostruzione delle coronarie, i vasi che irrorano e ossigenano il cuore. Da qui partirono dei test per la cura delle malattie cardiovascolari che però non diedero buoni frutti. In compenso si scoprì che la sostanza era in grado di provocare e mantenere a lungo l’erezione vincendo l’impotenza. Così nacque il Viagra. Sempre in ambito medico anche la penicillina fu scoperta per caso, grazie ai lavori del medico scozzese Alexander Fleming. Siamo nel 1929 e lo scienziato stava conducendo degli esperimenti sugli stafilococchi, alla base di numerose infezioni. Lasciò il laboratorio per qualche giorno e al suo ritorno vide che si erano formate delle muffe in grado di neutralizzare l’azione dei batteri. Fleming isolò la sostanza responsabile di questo fenomeno e la battezzò penicillina, dando il via all’epopea degli antibiotici. Altra scoperta fortuita è quella del forno a microonde. Correva l’anno 1946 e Percy Spencer, un ingegnere della Raytheon Corporation - industria americana che si occupava di radar - si rese conto che dei chicchi di granoturco piazzati davanti a un tubo speciale chiamato ‘magnetron’, schizzavano per tutto il laboratorio trasformati in fumanti popcorn. Il giorno dopo sottopose all’esperimento un uovo e vide – anche in questo caso – schizzare da tutte le parti porzioni di albume e tuorlo. Il passo per lo sviluppo di una scatola metallica in grado di bruciacchiare gli alimenti in pochi secondi fu breve. Il primo forno a microonde vide infatti la luce l’anno successivo: si chiamava Raydarange e pesava 340 chili. Anche gli pneumatici sono nati per una pura coincidenza. In questo caso la storia ci racconta di una tal Charles Goodyear che passava intere giornate facendo esperimenti con la gomma, nonostante le lamentale continue della moglie. Un giorno, siamo nel 1839, l’uomo nascose in un forno una mistura di gomma e zolfo sulla quale stava lavorando per uno dei suoi tanti esperimenti. Quando estrasse il tutto capì di aver dato vita a una sostanza fortemente elastica, resistente al caldo e al freddo, impermeabile all’acqua. Così sono nati gli pneumatici con un processo oggi noto col nome di ‘vulcanizzazione’. Intorno alla metà degli anni Settanta, Arthur Fry - impiegato della società americana 3M – era abituato a cantare a messa ogni domenica nel coro della chiesa presbiteriana di St. Paul nel Minnesota. Per ritrovare le pagine dei canti inseriva fra gli spartiti dei fogliettini che, però, volavano sempre via. Gli venne quindi in mente di un amico che aveva prodotto anni prima un adesivo che era risultato poco potente per essere commercializzato e lo contattò per poter dar vita a foglietti adesivi ‘temporanei’. I primi foglietti di Frey vennero battezzati post-it ed ebbero un successo enorme a partire dal 1980. Infine c’è la storia dell’ingegnere svizzero George de Mestral che amava andare a caccia coi suoi cani. Un dì, rincasando, notò appiccicati ai peli degli animali tanti fiori di cardo. In laboratorio li analizzò al microscopio e vide che erano costituiti da minuscoli uncini. De Mestral capì le potenzialità di un ipotetico prodotto caratterizzato da strutture analoghe, e così si mise a lavorare per poterlo presto realizzare. Ci riuscì nel 1959 trattando il nylon con infrarossi. Era nato un sistema rivoluzionario, il velcro, e con esso le famose allacciature a strappo delle scarpe da ginnastica.
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