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giovedì 6 febbraio 2014

IMMAGINI TERRESTRI

Spettacolare fotografia della Terra... da Marte (a opera di Curiosity) 



Il nostro pianeta ripreso dall'Apollo 17, nel 1972


Terra e Luna fotografate dal Mars Reconnoissance Orbiter nel 2007  

giovedì 13 dicembre 2012

La Terra dall'infinito

Una Terra così non si era mai vista. Tutto merito di un satellite lanciato dagli USA l'anno scorso. L'alta definizione servirà a comprendere meglio i misteri del clima e delle tempeste tropicali. Il mio articolo su Lettera43: Terra by night




Pubblicato su Lettera43: 

Si chiama Suomi National Polar-orbiting Partnership Satellite (Suomi NPP), il satellite che pochi giorni fa ha spedito sulla Terra la più bella immagine mai fatta della superficie terrestre durante la notte. Per arrivare a questo risultato il mezzo della NASA-NOAA lanciato nel 2011, ha compiuto 312 giri intorno al pianeta e raccolto 2,5 terabyte di dati, necessari a garantire una nitidezza fotografica senza precedenti. Fondamentale l'azione dell'Imaging Radiometer Suite (VIRS) che ha consentito di indagare le lunghezze d'onda della luce, dalla banda del visibile all'infrarosso. La fotografia ad alta definizione è stata presentata per la prima volta nel corso dell'American Geophysical Union meeting, tenutosi a San Francisco.
Al di là dell'aspetto spettacolare dell'immagine della Terra by night, gli scienziati affermano che grazie a questa avveniristica operazione sarà possibile studiare con maggiore efficacia le caratteristiche della circolazione atmosferica e dell'attività delle correnti marine. Perché se è vero che abbiamo a disposizione numerosi dati in grado di spiegare molti fenomeni meteorologici e oceanici che si verificano durante il giorno, altrettanto non si può dire delle ore notturne. "Per la stessa ragione per cui abbiamo bisogno di vedere la Terra di giorno, è necessario osservarla di notte", afferma Steve Miller, un ricercatore del NOAA's Colorado State University Cooperative Institute for Research in the Atmosphere. "Con questa immagine possiamo dichiarare che l'uomo non dorme mai". Di fatto, molte dinamiche climatiche dipendono proprio dal sopraggiungere delle tenebre: per esempio, molte nubi condensano proprio con l'oscurità, così come eventi estremi come gli uragani possono innescarsi al termine dell'imbrunire. In pratica grazie al Suomi NPP potremo indagare meglio le variazioni climatiche e monitorare con maggiore precisione la genesi delle tempeste.
La fotografia mostra isole urbanizzate che paiono del tutto indifferenti al sopraggiungere delle ore più buie. Si verifica soprattutto in corrispondenza delle grandi città e dei grandi poli industriali, a latitudini temperate; per cui gli unici posti del pianeta dove la notte domina incontrastata si riscontrano in prossimità delle aree più fredde, Polo Nord e Polo Sud. Il silenzio della notte incombe anche in gran parte dell'Africa, dove non sussiste un sistema d'illuminazione artificiale adeguato, così come in gran parte dell'America del Sud. Diversa la situazione in India, dove nonostante la povertà, l'alto tasso demografico assicura un'illuminazione pressoché costante del Paese. Per il resto, il pianeta è totalmente rischiarato dall'energia elettrica. Le aree in assoluto più luminose sono, in Europa, la pianura padana, l'Inghilterra del sud, l'Olanda e la Germania occidentale; a est brillano soprattutto le luci del Giappone, della costa orientale cinese e delle isole del sud est asiatico, Indonesia in primis; dall'altro capo del mondo, l'illuminazione è capillarmente distribuita negli Stati Uniti occidentali e in corrispondenza delle più grandi metropoli sudamericane come Rio de Janeiro e Buenos Aires.
Alla luce di questi ultimi dati si può, infine, intuire come l'azione del satellite americano potrà contribuire anche a contrastare l'inquinamento luminoso, problema che, dalla metà del Novecento in poi, sta avendo gravi ripercussioni a livello ecologico. Basti pensare ai molti animali costretti a cambiare le proprie abitudini naturali, in funzione di habitat storditi dalle luci dell'uomo. Eloquente un recente studio diffuso da Current Biology secondo il quale l'eccessiva luminosità di alcuni luoghi della Terra influenza negativamente l'attività riproduttiva di varie specie ornitologiche. Gli uccelli, in pratica, non riescono più distinguere il giorno dalla notte, cantano in orari sfasati, compromettendo il regolare rapporto fra individui di sesso opposto.   

mercoledì 13 giugno 2012

Scontri galattici

Un'immagine ghiotta: due galassie che si scontrano. In realtà è per via della prospettiva ottica che si riscontra questa visione. Le due galassie distano ancora milioni di anni luce l'una dall'altra... 

venerdì 4 novembre 2011

I nudi (senza pudore) di Spencer Tunick


Ormai è una specie di star. In realtà tutti conoscono le sue foto, ma in pochi il suo nome: Spencer Tunick. È l'uomo, l'artista?, che immortala nei suoi scatti fotografici esclusivamente soggetti umani completamente nudi, specie in aree fortemente urbanizzate, suscitando clamore e meraviglia. Ma non è diventata forse questa la prerogativa dell'arte moderna? Scandalizzare? Forse. Maurizio Cattelan potrebbe far scuola, ma il condizionale è d'obbligo, le avanguardie artistiche, presuppongono conoscenze di base che non tutti posseggono. Quando Picasso esibì Les demoiselles d'Avignon, tutti rimasero basiti. È impazzito?, si chiesero. Qualcosa del genere deve essere accaduto anche con i tagli fontaneschi e con la manzoniana Merda d'artista, e in chissà quanti altri miriadi di casi. Tuttavia, il ragazzo, ormai oltre la quarantina, ha pubblicato il suo ultimo lavoro sull'ultimo numero di Internazionale, e questo basta a riportare in auge la sua immagine di “squilibrato”; in questo caso i “nudi” sono sdraiati uno di fianco all'altro, sopra le placide acque del Mar Morto, noto per la sua eccezionale salinità e quindi la capacità dei corpi di galleggiare sulla sua superficie senza problemi. 

Mar Morto - settembre 2011
Però non dev'essere proprio un ciarlatano, visto che s'è aggiudicato nel 1988 il Bachelor of Arts. La sua carriera inizia nel 1992 a New York. Si arresta nel '94, dopo essere stato colto in flagrante nel cuore della Grande Mela al fianco di una modella, naturalmente con i suoi gingilli totalmente in vista, per la gioia dei passanti nei pressi del Centro Rockfeller di Manhattan. Con il progetto Naked States gira il mondo con lo stesso tema: la nudità. Fotografa quindi manichini in carne ed ossa e ormoni a Londra, Lione, Melbourne, Montreal, Caracas, Santiago, Sao Paulo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. Solo a Barcellona, nel 2003, posano per lui 7mila persone (ma le paga? No, si dicono volontari). Ma il record è del 2007, quando a Città del Messico, raccoglie attorno a sé 18mila soggetti. In tutto realizza 75 installazioni, collaborando in certi casi con enti internazionali come Greenpeace. Eppure c'è chi crede nella sua proposta artistica (in effetti ha un  super occhio), che andrebbe al di là di qualunque allusione: «Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera, che molti definiscono una semplice 'manifestazione sociale', a sostegno della libertà di espressione», si legge su un documento online. «Dalle sue immagini scaturisce una tensione e una riflessione sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo. L'esperimento visivo di Spencer Tunick compie un'azione livellatrice che permette di comprendere l'omogeneità umana, tramite una visione democratica del nudo, che, totalmente deprivato di umanità e sensualità, ci riporta all'oggetto-merce». 

Video: installazione in Messico 




Il tema aiuta a spiegare il concetto di pudore, ben descritto dalla psicologa romana Maria Marcella Cingolani sul suo sito "Ascolto e Ben-essere": http://www.ascolto-ansia.it/psicologi/psicologa_maria_marcella_cingolani.html

Il vocabolario della lingua italiana definisce il pudore: sentimento di avversione verso cose cha appaiono oscene e disoneste. Quando l'essere umano ha percepito tra gli altri sentimenti anche il sentimento del pudore? Volendo rintracciare un origine dell'affetto pudore, così come per tutti gli altri affetti, è necessario fare ricorso ai Miti. Il ricorso al Mito lo si deve intendere come una necessità nell'uomo per cercare di dare un'origine a ciò che lo riguarda a partire dal suo ingresso nel mondo del linguaggio e dunque da una sua " pre-esistenza" non più riproponibile. Per quanto attiene alla questione del pudore ci sembra fondamentale fare riferimento a due miti esplicativi di tale sentimento, vale a dire il Mito di Adamo ed Eva e il Mito di Totem e Tabù introdotto da Freud. Dio nell'Eden, dunque nel luogo del "tutto", introduce il Principio del Limite : avete accesso a tutto meno che ad un'unica cosa. La trasgressione a questa regola comporterà una punizione. Possiamo dire che Dio introduce la Legge, la Norma. Il disobbedire comporterà non solo fare i conti con la sua conseguenza vale a dire la punizione ma anche fare i conti con se stessi, con quella che potremmo chiamare consapevolezza di ciò che rappresenta la trasgressione: uscire dal limite. 


Eva trasgredendo alla legge prende coscienza della propria nudità, una nudità che va ben oltre la questione di essere nuda, una nudità rispetto all'essere dentro ad un modo nuovo di essere nel mondo. Quel mondo che ha perso la dimensione naturale, istintuale per avviarsi alla dimensione culturale, relazionale, vale a dire l'avvio alla Civiltà. La vergogna di cui Eva sente la presenza non riguarda soltanto la presa coscienza dell'immagine di un corpo nudo ma soprattutto di che cosa voglia dire, cosa può significare un corpo nudo: un corpo che può mostrare le proprie passioni, le proprie pulsioni. Allora all'affetto vergogna immediatamente si associa quello del pudore. Potremo pensare all'Eden come ad una pre-nascita , ad una esistenza intrauterina dove tutti i bisogni vitali sono garantiti senza essere richiesti e alla nascita come l'ingresso nel mondo dove è possibile l'esistenza solo se si entra in un contesto di regole che consentano la convivenza.

lunedì 4 luglio 2011

SORRISI CELESTI


Conosciuto come “il sorriso del cielo”, è un fenomeno atmosferico raro che vede la formazione di un arcobaleno al contrario. Nella foto, l'evento documentato in questi giorni in Leicestershire, contea inglese, da un uomo di 35 anni: «Avevo appena finito di cenare quando volgendo gli occhi al cielo ho visto questa meraviglia», racconta William Freeman. Il fenomeno, noto soprattutto ai poli, si verifica in seguito all'azione di particolari cristalli di ghiaccio presenti nelle nuvole, a circa 25mila piedi di altezza.

martedì 1 febbraio 2011

I primi istanti di vita


I fotografi tedeschi Heidi e Hans-Jurgen Koch continuano a stupirci fotografando da vicino le meraviglie del mondo animale. Con l'ultimo reportage hanno documentato lo schiudersi delle uova di svariate specie, permettendoci di seguire la sequenza straordinaria dei primi attimi di vita di uccelli, rettili e insetti. Dalla tartaruga al pulcino, dalla farfalla al pitone, dalla formica allo struzzo...

mercoledì 30 aprile 2008

L'enciclopedia degli insetti nasce in un orto

In Inghilterra c’è un fotografo che ha trasformato la sua casa e il suo giardino in un orto botanico, un gigantesco laboratorio entomologico. Da qui molti scienziati di tutto il mondo prendono spunto per comprendere i tanti misteri che ancora circondano il mondo degli esapodi. Si chiama Kim Taylor, ha 73 anni, e abita a Londra. Grazie alle sue fotografie è stato possibile stimare la velocità di volo di molti insetti e il battito delle ali al secondo nelle varie specie entomologiche. La coccinella, per esempio, viaggia a 3 chilometri all’ora. I tafani e le libellule sfiorano i 30 chilometri all’ora. Il volo della coccinella è il più prevedibile di tutti: il coleottero raggiunge l’apice di uno stelo o di un fiore e poi spicca il volo. Bombi, api e moscerini, sono caratterizzati da una notevole frequenza del battito delle ali, e per questo riescono a rimanere quasi immobili in aria, come gli elicotteri. Le libellule è come se fossero dotate di un doppio motore. Sbattono le ali in media 25 volte in un secondo, ma riescono a compiere movimenti molto agili come nessun altro insetto. Tra gli insetti che librano più di tutti le ali in un secondo ci sono le zanzare: arrivano fino a 300 battiti al secondo, toccando i 4 chilometri all’ora di velocità. Le mosche si fermano a 200 battiti al secondo. Le farfalle sono gli insetti dal volo più leggiadro e muovono le ali 5-10 volte in un secondo. 1047 battiti al secondo è il record detenuto dai moscerini del genere Forcipomyia (Diptera Ceratopogonidae). Ma come è possibile arrivare a questi risultati con una semplice macchina fotografica? Ci vuole un misto di esperienza e tecnologia, ammette Taylor. Sono necessari degli appostamenti oculati, ed è indispensabile prevedere la direzione di volo di un certo insetto. Bisogna anche essere provvisti di una pellicola e un otturatore ad alta velocità. Macchine in grado di compiere scatti in 50 milionesimi di secondo, quando una fotocamera tradizionale impiega almeno un millesimo di secondo per raggiungere lo stesso scopo. Del lavoro di Taylor ne ha parlato anche la prestigiosa rivista scientifica Current Biology. In particolare il riferimento è a Michael Dickinson, massimo esperto di fisiologia e meccanica del volo degli insetti. Lo studioso ha recentemente contribuito a spiegare il mistero del volo del calabrone, un insetto che da un punto di vista fisico è troppo pesante per poter volare. Infine si è visto che il suo volo obbedisce alle leggi della “aerodinamica instabile”, condizioni che consentono di volare sfruttando particolari turbolenze create dall’aria. Da qui Dickinson intende sviluppare modelli meccanici che potrebbero essere impiegati anche in campo militare.

Velocità degli insetti

Odonati (libellule), 22-28 battiti al secondo. Velocità 25 chilometri all’ora.
Ortotteri (grilli), 15-20 battiti al secondo. Velocità, 16 chilometri all’ora.
Coleotteri (coccinella), 75-91 battiti al secondo. Velocità, 3 chilometri all’ora.
Coleotteri (maggiolino), 46 battiti al secondo. Velocità 3 chilometri all’ora.
Lepidotteri (papilio), 5 – 9 battiti al secondo. Velocità, 16,5 chilometri all’ora.
Lepidotteri (macroglossum), 72 – 85 battiti al secondo. Velocità 18 chilometri all’ora.
Ditteri (tafano), 96 battiti al secondo. Velocità, 31,8 chilometri all’ora.
Ditteri (mosca), 190-197 battiti al secondo. Velocità 6,4 chilometri all’ora.
Imenotteri (api), 190-250 battiti al secondo. Velocità, 22,4 chilometri all’ora.
Imenotteri (vespe), 110 battiti al secondo. Velocità, 20,1 chilometri all’ora.

(Pubblicato su Libero il 28 febbraio 07)