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lunedì 16 aprile 2012

Strade sinistre


Si è soliti pensare che solo in Inghilterra si guidi a sinistra. In realtà il fenomeno è noto anche in molte altre parti del mondo, evidenziate in questa mappa col colore blu. Le stime dicono quindi che sono circa 2,3 miliardi le persone che guidano a sinistra, un numero tutt'altro che esiguo. Anche nell'indipendetissimo Giappone? Esattamente, e non è un caso: alla costruzione della sua rete ferroviaria parteciparono, infatti, anche gli inglesi che lasciarono in eredità questa abitudine.

venerdì 9 dicembre 2011

Macchine ecologiche: alla ricerca della perfezione



Si sente continuamente parlare di macchine diesel, ibride ed elettriche, con lo scopo di preservare al meglio l'ambiente, cercando di immettere nell'atmosfera il minor numero di molecole di CO2, ma quali prodotti sono veramente validi?

Dapprincipio i costruttori di automobili avevano un solo scopo: realizzare macchine che andassero il più veloce possibile. Poi, però, con il progresso dell'industria e della tecnica, ci si è resi conto che la velocità non era tutto, anzi: ben presto si convenne che per avere una macchina davvero funzionante la velocità era solo un piccolo cavillo da considerare. Sicché oggi, benché molti costruttori continuino a essere ossessionati da essa, l'attenzione degli ingegneri automobilistici è concentrata soprattutto sulla necessità di salvaguardare l'ambiente, cercando di utilizzare meno combustibili fossili, e lasciando più spazio a motori ibridi o elettrici. Ma come si può arrivare concretamente a questo risultato? Per capirlo ci si può soffermare su tre ultimissimi modelli automobilistici, pensati proprio per dare "respiro" ai nostri cieli: Nissan Leaf, Toyota Prius Hybrid, Seat Leon Ecomotive. 
 
Test di valutazione comprendente: rapporto con l'ambiente, costo, praticità, guida. Luogo: strada fra Londra e Brooklands (circuito di corse automobilistiche), in Surrey, percorrendo strade cittadine, di campagna, a singola e doppia corsia...


NISSAN LEAF
La Nissan Leaf è una macchina completamente elettrica. In italiano significa "foglia", termine che più "green" di così non si può. Dalla sua una prerogativa assolutamente vincente: il fatto di non immettere nell'atmosfera alcunché di nocivo; quindi zero emissioni di CO2. La sua azione è garantita da un propulsore elettrico con una potenza di 80kW (pari a 109 CV); si avvale del funzionamento di batterie al litio che conferiscono al mezzo un'autonomia di 160 chilometri, e una velocità massima di 140 km/h. È l'ideale per una famiglia composta di quattro persone. Il suo prezzo? Fra 27mila e 32mila euro.

Nome: Nissan Leaf 
Prezzo: da 27.000 a 32.000 euro
Motore: motore elettrico, 80kW
Performance ed emissioni: 0-27,2 m/s in 11,9 secondi, 0g/km di CO2
Tempo di ricarica: circa 8 ore




TOYOTA PRIUS HYBRID
La Prius, forse la più evoluta nell'ambito delle ibride, macina 22,1 chilometri con un litro. All'alimentazione tradizionale si affianca quella garantita da un motore elettrico: in generale, l'automobile, è stata progettata per far sì che funzioni soprattutto il motore elettrico, a discapito di quello a benzina. Rispetto alle altre ibride in commercio può viaggiare basando la sua autonomia sui 60 kW di potenza offerti dal motore elettrico (modalità EV), risparmiando energia ed evitando immissioni di CO2 nell'atmosfera. Il prezzo varia in base al modello: Base 27.200 euro, Active 28.400 euro, Executive 34.100 euro.

Nome: Toyota Prius Hybrid
Prezzo: da 27.000 a 34.000 euro
Motore: 1,798cc, 4 cilindri benzina più motore elettrico
Performance ed emissioni: 0-27,2 m/s in 10,4 secondi, 89g/km CO2
Test MPG: 52




SEAT LEON ECOMOTIVE
Infine abbiamo la Seat Leon Ecomotive. È la più economica e quella più tradizionale, fra le auto prese in esame. Funziona grazie al motore diesel Common Rail, con una potenza di 170 CV. Durante il traffico intenso e le code si spegne, evitando di inquinare, inoltre è caratterizzata da un design tale da vincere al meglio l'attrito con l'aria, aspetto fondamentale per consumare meno. Le emissioni di CO2 sono, dunque, limitate da 135 a 119 g/kg. La nuova Leon Ecomotive è disponibile in due allestimenti: Reference, al prezzo di 19.545 euro e Stylance, a 20.535 euro.

Nome: Seat Leon Ecomotive
Prezzo: da 19.000 a 20.000 euro.
Motore: 1,598cc, 4 cilindri diesel
Performance ed emissioni: 0-27,2 m/s in 11,5 secondi, 99g/km di CO2
Test MPG: 47




THE WINNER: Seat Leon Ecomotive
Ammettendo una gamma di prodotti Nissan come la Leaf, si potrebbe pensare che sia questa la macchina ecologica ideale, partendo dal presupposto che non emette sostanze nocive all'ambiente. In realtà sul suo conto sussistono vari dubbi. Prima di tutto bisogna capire da dove arrivare la materia prima che consente il rifornimento energetico del mezzo: se provenisse da centrali elettriche a carbone, infatti, si avrebbe comunque produzione di anidride carbonica. Va poi tenuto presente che, una macchina di questo tipo, avrebbe poco peso a livello sociale e ambientale se prodotta in scala limitata come sta avvenendo. Infine sarebbero necessarie batterie più potenti per conferirle una buona autonomia che ora non possiede. Per ciò che riguarda la Prius, si segnala la sua ottima efficienza, ma si sa che questo è solo uno dei tanti parametri da valutare per considerare valido un mezzo. Con ciò si può pensare che la macchina ecologica ideale per il momento sia la Seat, dotata complessivamente di caratteristiche che soddisfano sia l'uomo che l'ambiente. È probabilmente la macchina doc per una famiglia “green”, anche se la strada da percorrere per raggiungere la perfezione è ancora assai lunga.

giovedì 1 luglio 2010

LE SUPERCAR DEL FUTURO

Bmw "Gina"
Una Supercar a tutti gli effetti, proprio come quella di Michael Kit, che negli anni Ottanta furoreggiava in tv. È ciò che stanno mettendo a punto gli esperti della Ricerca e Sviluppo di General Motors. Il riferimento è ad automobili di nuova generazione, vetture "intelligenti", in grado, in pratica, di muoversi senza comandi. Si comincerà a vedere qualcosa nel 2015, quando compariranno sul mercato i primi modelli semi-automatici. In autostrada faranno tutto per conto loro; e solo sulle strade e stradine di paesi e città, dove gli ingorghi e il traffico sono di routine, sarà necessario ritornare ai vecchi sistemi di guida: mani sul volante, piede su acceleratore, frizione e freno. D'altronde è proprio in questa sede che gli incidenti sono più frequenti: solo in Italia i sinistri in macchina sono più di 600 al giorno e nel 90% il responsabile è l'uomo. Il passo successivo, avverrà nel 2020, quando Volvo immetterà ufficialmente sul mercato il sistema di sicurezza Collision Warning che consentirà alle automobili di frenare automaticamente, grazie a sensori radar e laser: il sistema entrerà in azione tutte le volte che si verificherà una minima distanza di sicurezza fra l'autovettura hitech e un pedone, un'altra macchina, un qualsiasi oggetto che ingombri la carreggiata. Con laser e radar si terrà a battesimo la nuova S60. Mentre presso l'Università di Stanford, USA, hanno già testato una Passat in grado di parcheggiare da sola, grazie a un sofisticato sistema di telecamere realizzato dal Volkswagen Innovation Lab. In pista anche BMW con il progetto GINA. Il riferimento è a una macchina completamente ridisegnata dal capo designer Chris Bangle, rivestita da un tessuto flessibile che consentirà di mutare la composizione della vettura e di sopportare qualsiasi temperatura. I fari si apriranno imitando il movimento dell'occhio umano. La nuova Golf è caratterizzata dal cosiddetto "diffusore gigante", strumento che permette all'aria di attraversare l'auto e di "premerla" di più contro l'asfalto, conferendole grande stabilità. Al Los Angeles Design Challenge, invece, il tema "Youthmnobile 2030", ha offerto spunti per quelle che saranno le automobili future della California (e del mondo?). La Nissan V2G è costruita pensando alle alte velocità nelle autostrade elettriche del futuro; la Honda Heliz cambia forma e colore come il DNA che muta in continuazione; la Toyota Link è sempre collegata alla Rete e ai social network come Facebook. Curiosa anche la soluzione che stanno adottando in Olanda: le auto ad aria compressa. Si tratta di macchine hitech per ora in funzione solo presso l'aeroporto di Schiphol di Amsterdam. Al posto del volante presentano un joystick, proprio come quello utilizzato nei videogame. Sono in grado di raggiungere i 70 km/h: con 1 euro si fa il pieno di aria compressa e si possono percorrere più di 200 chilometri. Irrisorio anche il costo: 3500 euro. Per queste sue eccezionali caratteristiche la Ford l'ha insignita del Global Challenge, concorso internazionale che premia i migliori progetti per l'uso delle nuove tecnologie informatiche e telematiche.

martedì 22 giugno 2010

"Waze" disegna la strada maestra


Ingorghi, incidenti, lavori in corso. Presto potranno essere evitati seguendo le indicazioni di Waze, la prima piattaforma gratuita che fornisce informazioni in tempo reale sulle strade. L'applicazione è disponibile per una svariata serie di piattaforme (iPhone, S60, Windows Mobile, Android). A breve lo sarà anche per BlackBerry. In pratica il nuovo strumento hitech è in grado di conciliare mappe GPS e dimensione social: tutti possono, infatti, contribuire all'aggiornamento costante della mappe stradali. Basta digitare “Report event” e segnalare tutto ciò che si vuole: una pattuglia di polizia, una coda improvvisa, un camion che ha perso del materiale. Si possono aggiungere anche delle foto, così da far sapere agli altri utenti nei dettagli cosa sta accadendo lungo un determinato tragitto. Ogni utente possiede un suo account, e può scegliere di far sapere chi è e come sta o rimanere anonimo e non dare indicazioni di sé. È possibile selezionare la visualizzazione 2D o 3D, se avere luce diurna o notturna, informare gli “amici” di Twitter dei propri spostamenti. Waze consente inoltre di riconoscere il senso di marcia di una carreggiata, il divario fra velocità rilevata e il limite imposto sulla strada, e molti altri parametri legati alla strada che si intende percorrere. Il software può essere scaricato da internet: pesa 7,4 MB. Waze, in pochissimo tempo, ha raccolto 500mila utenti in tutto il mondo ed è già entrato nella Top25 delle applicazioni free più scaricate su iPhone. È talmente innovativo che ha siglato un accordo per lo scambio dati con Intermap, numero uno mondiale di contenuti geospaziali in 3D.

giovedì 13 maggio 2010

In pista a Monza in favore dell'ambiente

L'autodromo di Monza si trasforma in un laboratorio hitech. L'appuntamento è per il 27 maggio per la terza edizione della manifestazione Aria Nuova che proseguirà fino al 30 del mese. Gli esperti del Monza Research Institute illustreranno nuove tecnologie per carburanti alternativi e parleranno di infomobilità nel traffico. Tra le migliori proposte del team monzese, in collaborazione con Telematics Solutions e Motivegeeks Labs, il "casco elettronico". Si tratta di un accessorio per motociclisti caratterizzato da un sistema di rilevamento Gps, trasmissione Gprs, bluetooth, e radiofrequenza. Un accelerometro interno avverte di eventuali inclinazioni repentine o urti, attivando la cosiddetta funzione "uomo a terra": parte un segnale che giunge ai soccorritori della centrale di controllo (118, polizia stradale) che entrano in azione se il motociclista non risponde al messaggio di pronto intervento. C'è anche la funzione "panico', utilizzabile dal pilota nel momento in cui è vittima di un malore o di un generico pericolo: in questo caso parte un segnale di allarme indirizzato a un famigliare indicato dall'utente. Il casco elettronico viene alimentato da una batteria al litio con un'autonomia di 12 ore. Durante la tre giorni di Aria Nuova - sostenuta e approvata dalla Regione Lombardia - sono previsti anche convegni, approfondimenti, dibattiti, attività in pista, gare per auto e momenti di festa per le famiglie. Ecorace, in particolare, sarà una gara aperta a tutti e riservata ad auto ecologiche ibride ed elettriche, che avrà base di partenza e arrivo in autodromo, ma che nelle giornate di sabato e domenica (29 e 30 maggio) prevede tappe esterne alla pista monzese in alcune località della Lombardia. L'area Paddock ospiterà invece esposizioni nelle quali le aziende mostreranno al pubblico veicoli e progetti finalizzati alla sostenibilità, e il pubblico presente potrà "sperimentare" autovetture "verdi" con tecnologie superavanzate. La manifestazione è diventata ormai un punto di riferimento nel mondo della mobilità sostenibile, del trasporto e delle energie alternative. Si conferma così ancor più l'insospettata missione dell'autodromo: "Pensare tecnologicamente al futuro della mobilità e dell'ambiente senza focalizzarsi solo sullo sport. E il vento della ricerca e del rispetto dell'ambiente muoveranno sempre più la girandola verso un'Aria Nuova".

venerdì 23 ottobre 2009

"Traffic stress disorder": la malattia degli automobilisti

Passare troppo tempo in macchina fa male alla salute. Lo dice un’equipe di studiosi inglesi che ha coniato una nuova malattia: "Traffic stress disorder". Le vittime? Uomini e donne che – soprattutto per questioni lavorative – sono costretti ogni giorno a guidare anche per più di due ore e a buttare via del tempo prezioso per cercare parcheggio. Lo studio - commissionato dalla Direct Line, compagnia di assicurazioni scozzese - ha coinvolto quasi duemila automobilisti, contattati tramite mail. Secondo gli esperti la Traffic stress sindrome (Tss) è un vero disturbo psichiatrico. All’inizio possono esserci aumento del battito cardiaco (nel 20% dei casi), cefalea (19%), sudorazione delle mani (12%). Dopodichè subentrano disturbi più debilitanti come nausea, confusione e crampi allo stomaco (9%). A lungo andare la sindrome predispone a problemi più seri comprendenti aumento del livello di aggressività, ansia, depressione, disturbi sessuali. La ricerca dice che la Tss coinvolge un automobilista britannico su tre. In Italia, secondo l’Istat, riguarda addirittura il 50% dei pendolari che si affidano alla propria auto per andare al lavoro. Soluzioni? Poche. Fra queste quella di introdurre lo psicologo nelle scuole guida per preparare i futuri automobilisti ai rischi della Tss.

domenica 28 giugno 2009

L'ANIMA DELLE AUTO

Anche le macchine hanno un’anima. Questa la conclusione di uno studio condotto da Sonja Windhager dell’Università di Vienna e Dennis Slice dell’Università della Florida. I due ricercatori hanno chiesto a 40 persone (20 uomini e 20 donne) di commentare le caratteristiche di 38 modelli di auto, considerando numerosi aspetti fra cui le linee della carrozzeria, la forma dei fari e della mascherina anteriore, il rumore del motore. Alla fine è stato possibile stilare una speciale classifica che mette in evidenza le macchine più simpatiche e socievoli, e quelle più aggressive e potenti. L’automobile in assoluto più potente (e quindi aggressiva) è la Mercedes E. A seguire ci sono la Maybach e la Nissan Micra. Le meno potenti sono la Citroen C4 e la Suzuki Swift. Per ciò che riguarda invece le automobili con la personalità più simpatica e/o socievole, ai primi tre posti ci sono la Bmw 5, l’Alfa 147 e la Chrysler Crossfire; agli ultimi posti la Opel Vectra, la Toyota Yaris, e la Suzuki Swift (che quindi risulta la meno interessante fra i 38 modelli esaminati, essendo la meno potente e contemporaneamente la meno simpatica). Ma in che modo l’uomo riesce a stabilire il carattere di una macchina, ammasso di plastica, metallo e acciaio? Lo fa attraverso un aspetto della psicologia umana chiamato pareidolia. È un fenomeno evolutivo tale per cui l’uomo tende a dare “un volto” (e quindi un’anima, una personalità) a ogni cosa che lo circonda. È lo stesso principio per il quale siamo soliti dare forme di facce o animali alle nuvole, o a particolari linee dei muri. Rientrano, quindi, nei casi di pareidolia anche quelle situazioni in cui qualcuno dice di vedere scolpito su un mobile o su un muro l’immagine di Cristo o di Padre Pio, così come quelle che, relativamente alle foto provenienti da Marte, ci portano a scambiare semplici rocce per persone che camminano o teschi. La pareidolia è dunque insita nell’uomo e gli consente di individuare situazioni di pericolo anche in presenza di pochi indizi: serviva soprattutto ai nostri antenati per riuscire a scorgere un predatore mimetizzato. Gli studiosi intendono ora approfondire meglio l’argomento per capire cosa succede nel cervello, da un punto di vista fisiologico, quando attribuiamo un carattere a un’automobile. «I questionari svolti finora ci offrono solo un dato parziale di questo particolare aspetto della psicologia umana» dice Windhager. «Ora vogliamo osservare il cervello umano in azione tramite strumenti hitech, per capire cosa succede a livello subcosciente». Scopo degli studiosi sarà anche quello di effettuare questo tipo di esperimenti in altri Paesi così da verificare in che modo diverse società attribuiscono a oggetti inanimati un carattere, una personalità, un’anima. È la prima volta che gli scienziati svolgono un lavoro di questo tipo. Precedentemente ci si era limitati ad osservare che - quasi sempre - a un certo tipo di macchina corrisponde un determinato tipo di persona. Per esempio si è visto che le automobili con le linee più sinuose come il Maggiolone sono tipiche di individui sognatori ed estroversi, mentre quelle con le linee più austere come alcuni modelli Station Vagon rappresentano persone seriose e autoritarie.

(Pubblicato su Libero il 28 giugno 09)

giovedì 4 giugno 2009

Arriva la prima automobile hitech in grado di "vedere" e frenare in caso di pericolo

Vincitrice di una recente edizione del Grand Challenge, gara tra costruttori di automobili avveniristiche, la prima macchina in grado di “vedere” ed evitare di investire pedoni e ciclisti è stata approntata dagli ingegneri della Volkswagen e della Daimler–Chrysler. Si tratta di un prototipo rappresentato dal dispositivo Save–U: quest’ultimo risulta caratterizzato da tre sensori che cooperando tra loro consentono alla macchina di frenare autonomamente. Il primo sensore corrisponde a un rilevatore visivo costituito da una telecamera. Il secondo da un sensore a infrarossi. Il terzo da un tradizionale radar. I segnali da essi ricevuti vengono indirizzati al computer di bordo che – in caso di pericolo, appunto – aziona automaticamente i freni. Secondo gli esperti dovremo comunque aspettare ancora qualche anno prima di poter disporre di macchine di questo tipo. Intanto, però, cresce il numero di case costruttrici intenzionate a sviluppare automobili sempre più ipertecnologiche. Da tempo alcuni produttori come Honda o Nissan stanno sperimentando tecnologie che permetteranno alle auto addirittura di “parlare tra loro”. Da risolvere ci sono però ancora dei problemi soprattutto di natura legale: una guida metà umana e metà automatica renderà infatti difficile stabilire le responsabilità in caso di incidenti. Avanti nei lavori sono anche i tecnici che si occupano dei sistemi elettronici di assistenza alla guida. In cantiere ci sono già dispositivi per regolare automaticamente la distanza tra i veicoli mediante sensori a infrarossi e inoltre il sistema di telecamere per la retromarcia per il mercato USA. Altra novità è l’assistente elettronico al parcheggio, che permette al conducente di governare l’auto in modo comodo e sicuro anche nei parcheggi più stretti.

venerdì 27 marzo 2009

L'Obamamobile è un bunker con ospedale

Come un carro armato. Forse addirittura più potente e più sicura. Parliamo di The Beast, ovvero ‘La Bestia’, la macchina del presidente americano Barack Obama, il cui vero nome è Cadillac One, in pratica un modello speciale di Cadillac DeVille Touring Sedan. Si tratta – come riporta l’ultimo numero del mensile Airone - di un modello unico, per il quale la tecnologia si è davvero sprecata, così da fornirle tutte le caratteristiche necessarie a salvaguardare la vita del primo cittadino Usa. Dotata di quattro ruote motrici – con speciali pneumatici di tipo Run-flat (antiforatura) - The Beast è lunga 6 metri e larga 2, pesa 11 tonnellate e ha una potenza di 600 cavalli. La sua cilindrata misura 7mila cc. Esterni e interni sono stati studiati nei minimi dettagli per renderla indistruttibile e potenzialmente capace di superare ogni pericolo. Motore e radiatore sono protetti da lastre di acciaio temperato antiproiettile e antimina. L’abitacolo è blindato e a prova di gas. È collegato all’esterno con internet e dotato di pronto soccorso: non una normale cassetta con bende, cerotti e pomate, ma un autentico miniambulatorio, con strumenti medici, compreso un kit per trasfusioni; in particolare, un apposito reparto refrigerato, contiene una sacca del sangue di Barack Obama, pronto per l’uso. Le porte e le fiancate sono realizzate con lamiere spesse 12 centimetri formate da strati alternati di acciaio, alluminio, titanio e ceramica. Possono sopportare l’esplosione di una potente granata senza subire danni. I finestrini e i parabrezza – che non consentono di vedere dall’esterno - presentano uno spessore di 10 centimetri e sono realizzati da vetro e materiale plastico antiproiettile. La Cadillac One del presidente è caratterizzata da un sistema elettronico che annulla ogni impulso elettromagnetico esterno; inoltre a disposizione dei suoi occupanti ci sono bombole di ossigeno, filtri contro attacchi nemici, radio, gsm, telefoni. Contro il rischio di esplosioni il serbatoio è circondato da schiuma. Difetti? Pochi. Non corre. La velocità massima, infatti, supera di poco i 100km/h. Poi consuma un po’ troppo. Un litro di carburante ogni 3 chilometri e raggiunge i 100 km/h in 15 secondi. Infine la sicurezza della Cadillac One è garantita anche da molti altri aspetti, indipendenti dalle sue caratteristiche tecnologiche. Va infatti tenuto conto del fatto che The Beast non si muove mai da sola, ma circondata da molte altre macchine a lei simili. In questo modo è più facile confondere eventuali malintenzionati. Inoltre il presidente è costantemente sorvegliato da vari uomini della sicurezza a loro volta controllati da artificieri, scientifica e teste di cuoio pronti per ogni emergenza. Per dare un’idea dell’eccezionale livello di sicurezza riguardante il nuovo presidente Usa basta ricordare che, il 20 gennaio 2009, giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, sono state schierate 20mila persone per proteggerlo fra cui 8mila poliziotti, 7.500 militari, 4mila uomini della Guardia Nazionale e centinaia di agenti di Fbi e Secret Service. Barack Obama è seguito a vista anche quando si muove all’aperto. In tal caso, accanto al presidente, si chiudono a ‘diamante’ sei guardie del corpo, due davanti, due ai lati e due dietro. In più ci sono almeno altri 20 uomini della sicurezza nelle vicinanze, compresi quelli che dall’alto degli edifici osservano la situazione, puntando gli occhi sulle finestre e i portoni che si affacciano lungo il percorso di Obama: sono, in questa circostanza, squadre di tiratori scelti che lavorano in tandem (uno impugna il binocolo e l’altro il fucile).

(Pubblicato su Libero il 27 marzo 09)