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lunedì 28 gennaio 2013

Lupo mannaro, svelato il mistero


Risolto il mistero dell’ipertricosi, ossia la rarissima patologia che in passato veniva scambiata per la capacità di alcuni uomini di trasformarsi in fantomatici ‘lupi mannari’. È per via di un gene situato su uno dei bracci del cromosoma X e che è da poco stato scoperto da un team di ricercatori della Baylor School of Medicine Houston nel Texas; è un’unità di materiale ereditario che possedevano i nostri antichi progenitori e che serviva loro per mantenere folta la peluria del corpo necessaria a proteggerli dal freddo. Specificatamente, il riferimento è alla forma più grave di ipertricosi, ovvero quella congenita, che contraddistingue in media una persona su dieci milioni. In altri casi l’ipertricosi può essere favorita da varie patologie: malattie ovariche, alterazioni surrenaliche, ovaio policistico, sindrome di Cushing, endocrinopatie, iperprolattinemia e obesità. L’incidenza dell'ipertricosi è insignificante nella razza gialla e in quella nera, è poco comune nel Nord Europa, mentre è molto frequente nei popoli del bacino mediterraneo. La patologia non va confusa con l’irsutismo, il virilismo pilifero e determinate malattie di natura psichiatrica. Nei primi due casi il riferimento è fenomeni che riguardano la comparsa nella donna (nel 5 – 10% dei casi) di pelosità in aree corporali di solito concernenti la fisiologia maschile. Nel terzo si annoverano casi particolari di schizofrenia in cui il paziente si auto convince di essere un animale, in questo caso un lupo, ma può anche credere di essere un pesce, o un uccello. C’è infine chi della ipertricosi ne ha fatto un pretesto per diventare ricco e famoso: è il caso di Jesus Manuel Fajardo Acevas, detto “l’uomo lupo”, entrato nel guinness dei primati come l’uomo più peloso del pianeta. 

lunedì 7 febbraio 2011

Creme di bellezza... radioattive

La pubblicità di una crema per viso a base di radio, elemento radioattivo scoperto nel 1898 da Marie e Pierre Curie. Nel 1933 – anno in cui venne distribuito questo prodotto 'di bellezza' – gli elementi radioattivi erano considerati benefici per la salute.

sabato 31 luglio 2010

L'invasione delle supermosche

La cantante Mollie King
Supermosche con un'attrazione particolare per il sangue umano. In estate aumentano, infatti, le persone che finiscono in ospedale (anche in gravi condizioni) a causa della puntura del Similium posticatum, minuscolo insetto che abita le regioni rurali dell'Inghilterra, ma che ora si sta progressivamente avvicinando alle città, colonizzando aree verdi e giardini. Vittime delle ultime ore anche alcuni vip, fra cui la giovane cantante, Mollie King e il celebre golfista, Ian Poulter. La creatura è davvero minuscola, massimo due o tre millimetri, ma procura punture assai dolorose, che possono infettarsi, tanto da dover recarsi spediti al pronto soccorso. L'aumento delle punture della Mosca Blandford (nome volgare dell'insetto), è da mettere in relazione alle particolari condizioni climatiche che stanno caratterizzando l'Europa negli ultimi giorni: il caldo e l'umidità rappresentano infatti il terreno ideale per lo sviluppo di questi ditteri. Con loro si è constatato anche un repentino aumento di punture di zanzare, mosche dei cavalli ed esemplari di Culicoides impunctatus. Questa la testimonianza dell'infermiera, Sara Nathan: "Due punturine di insetto alla caviglia. Mi alzo e mi ritrovo tutta la parte bassa della gamba arrossata. Dopo 48 ore il mio arto è come quello di un 'elephant man': non posso più camminare. All'ospedale i medici constatano l'infezione causata dalla puntura di un insetto, e mi sottopongono a flebo e a una potente cura antibiotica". Secondo gli entomologi, però, il problema non è legato solo all'aumento degli insetti, ma anche al cambiamento delle abitudini dell'uomo, in seguito all'incremento delle temperature su scala globale: si sta infatti fuori di più la sera, e più spesso nel cuore di giardini dove ci sono molte fonti d'acqua, territorio privilegiato per certi tipi di insetti. È anche una questione concernente il fatto che tutti incolpano sempre e solo le zanzare delle fastidiose punture estive, quando in realtà le specie che attaccano l'uomo sono molte di più: "Conosciamo soprattutto le zanzare", dice Stuart Hine, entomologo inglese, "ma vanno considerate anche le mosche nere che stanno invadendo le nostre città". In particolare le cosiddette "Blandford flies" sono identificabili per il loro colore nero e la forma ridotta. Sono molto attive da maggio ad agosto. Fanno parte della grande famiglia delle mosche nere: 1800 le specie conosciute, 11 delle quali estinte. Preferiscono il sangue umano a quello animale. Fra i loro obiettivi prediletti ci sono le caviglie e i piedi di uomini e donne. Mentre le zanzare e altri tipi di ditteri colpiscono soprattutto la sera, le "Blandford flies" vanno avanti tutto il giorno. Quando le loro punture vengono infettate dai batteri, possono subentrare complicazioni, comprese gravi reazioni allergiche, con difficoltà respiratorie. I batteri possono poi provocare (ma in rarissimi casi) la malattia di Lyme, un'infezione che può compromettere la salute del cuore. "Più persone sono state morse da questi insetti", racconta lo studioso inglese, "e in alcuni casi si sono avute reazioni estreme con gonfiori notevoli". L'aumento di casi di punture di insetti nocivi è verificabile un po’ ovunque: "Siamo letteralmente sommersi da pazienti colpiti da punture di insetto", dice Donna Laws-Chapman, manager al Timber Hill Health Centre di Norwich, "e molti 'morsi' erano infetti". Anche in Italia abbiamo i cosiddetti "insetti emergenti", specie che stanno trovando sempre più spazio nei nostri ambienti a causa della tropicalizzazione dei climi. La zanzara tigre può trasmettere la febbre del Nilo, la Dengue: nel 2007 in Romagna c'è stata un'epidemia di febbre da virus Chikungunya. Nei cani e in altri animali può causare la filarina canina e l'encefalite. I simulidi sono una famiglia d'insetti caratterizzati da femmine tipicamente ematofaghe. Da noi sono attivi soprattutto in Pianura Padana: possono provocare eritemi e orticaria. I pappataci, infine, sono minuscole zanzare riconoscibili dalle ali disposte verticalmente sopra il corpo in posizione di riposo. La loro puntura è simile a quella delle zanzare comuni, benché più persistente e pruriginosa.

martedì 15 giugno 2010

Malati di tintarella

A tutti piace prendere il sole in estate, e tornare a casa un po’ più "scuri" del solito. In realtà per molte persone l'abitudine alla tintarella può trasformarsi in una vera e propria ossessione. In questo caso si parla di tanoressia. Secondo uno studio diffuso in questi giorni dall'Istituto di ricerca di dermatologia globale (Irdeg) il fenomeno riguarderebbe soprattutto le donne di età compresa fra 25 e 45 anni, magre, fumatrici, con un fototipo piuttosto scuro (che non si scotta facilmente). Per questo tipo di persone l'abbronzatura è una necessità assoluta: non hanno, peraltro, nessuna paura a rimanere per ore sotto il sole cocente, anche nei momenti più caldi della giornata, possibilmente senza utilizzare le creme solari protettive. Un male, dicono gli esperti, perché a lungo andare il sole può provocare seri problemi alla pelle, che vanno da banali eritemi e malattie tumorali. Inoltre i raggi solari "stressano" l'epidermide, provocando un invecchiamento precoce delle cellule che lo compongono. Le statistiche parlano di circa 11milioni di italiani che hanno trasformato l'abitudine alla tintarella in una dipendenza a tutti gli effetti. In questi casi si ricerca incessantemente il colore ambrato della pelle, anche durante l'inverno: in particolare, i tanoressici, quando fa freddo, ricorrono ai lettini solari e alle lampade a raggi UV. Il problema era già stato sollevato anni fa da un team di studiosi americani della University of Texas Medical Branch di Galveston. Secondo gli esperti i tanoressici sono colpiti da un vero e proprio disagio psichico, assimilabile alla dipendenza da droghe o alcol: in questo caso "la droga" è appunto il sole. In parte la "dipendenza" è anche dovuta al fatto che la prolungata esposizione solare mette di buonumore, in pratica funge da antidepressivo naturale, essendo legata alla produzione di serotonina. La cura? Non esiste. Tuttavia la raccomandazione dei dermatologi è sempre la stessa: esporsi correttamente all'attività solare, osservando gli orari propizi (mai fra le 12.00 e le 15.00) e usufruendo delle creme solari.

martedì 9 marzo 2010

Il mistero della donna-capra

A una donna cinese di 101 anni sta crescendo sulla fronte un corno del tutto simile a quello delle capre. Si chiama Zhang Ruifang (nella foto http://worldmustbecrazy.com/) e abita in un villaggio della provincia di Henan, Linlou. Il corno ha cominciato a svilupparsi l'anno scorso e ora misura circa 6 centimetri. Una macchia scura dall'altra parte della fronte indurrebbe a pensare che se ne stia sviluppando un secondo. "È iniziato tutto nel 2009", dice Zhang Gouzheng, figlio sessantenne della nonnina cinese, "all'inizio non ci abbiamo dato tanto peso: era solo una piccola estroflessione rugosa della pelle. Poi, però, ci siamo resi conto che stava crescendo un cornino a tutti gli effetti e allora abbiamo deciso di contattare il medico". Processi cheratinosi negli anziani - soprattutto quelli che per molto tempo hanno subito l'azione di raggi solari -sono comuni, ma mai degli scienziati hanno potuto confrontarsi con un fenomeno di questa entità. In medicina si parla di cheratosi attinica per definire lo stadio più precoce di un particolare tumore della pelle. Di solito riguarda gli over 40. Talvolta le cellule della cheratosi attinica vanno incontro a una crescita anomala provocando la formazione di un autentico corno cutaneo. Normalmente queste abnormi crescite cellulari si riscontrano, però, nei pressi dell'orecchio. In questo momento i medici stanno pensando se intervenire o meno chirurgicamente per rimuovere il corno a Zhang Ruifang.

martedì 27 ottobre 2009

Encefaliti, micosi, tbc: malattie tropicali sempre più diffuse anche in Europa

Uno studio commissionato dal governo inglese mette in allarme l’Europa: sono sempre più diffuse le malattie tropicali. Peraltro si conoscono poco e non si è in grado, quindi, di diagnosticarle in tempo. A fare più paura sono le encefaliti virali di origine tropicale. Secondo le stime inglesi sono almeno una cinquantina le persone che, nel Regno Unito, soccombono annualmente a simili patologie. Dati analoghi in Usa. Solo a New York, nel 2000, sono morte almeno dieci persone per questo tipo di malattia. In prima linea c'è dunque la lotta contro le encefaliti da virus del Nilo occidentale e quelle provocate dal virus Tahnya. In entrambi i casi si ha a che fare con agenti virali difficilmente individuabili e trasmissibili da animali come le zanzare. “L’agente patogeno responsabile di questi morbi viene individuato solo nel 40% dei casi – spiega Ernie Gould, ricercatore presso l’ateneo di Oxford. Ma non sono solo le encefaliti a preoccupare. Negli ultimi quattro anni i casi di tubercolosi sono raddoppiati, così come le malattie della pelle causate da parassiti di aree calde, come la larva migrans, la tunga penetrans e le micosi profonde. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il numero complessivo di persone colpite ogni anno da malattie tropicali si aggira intorno ai 330milioni. 170milioni i casi di Trichomonas; 62milioni quelli dovuti a infezioni da gonococco; 89milioni gli individui vittime di infezioni da Chlamydia; 12milioni quelli soggetti a sifilide. Un terzo dei nuovi casi (111milioni) riguarda, peraltro, giovani di età inferiore ai 25 anni. Ma da dove arrivano queste malattie e perché sono diventate così frequenti? Secondo gli studiosi britannici “molti di questi virus si nascondono nella popolazione animale più comune: insetti, conigli e uccelli”. Qui passano un lungo periodo di incubazione prima di colpire l'uomo. I motivi del fenomeno, invece, risiedono soprattutto nel continuo movimento di turisti e nell'immigrazione. Le statistiche dicono che ogni anno nel mondo oltre 1miliardo e 200milioni di persone attraversano i confini del proprio stato, temporaneamente o per sempre. Si calcola che nel mondo gli immigrati siano oltre 175milioni, dei quali 23milioni vivono in Europa. In Italia gli stranieri regolari rappresentano il 4,6% della popolazione residente. Provengono da oltre 156 Paesi di Africa, Asia, America Latina ed Europa dell’Est.

martedì 9 giugno 2009

Vescicole, pruriti e arrossamenti. Sei milioni di italiani allergici al sole

Sono almeno sei milioni gli italiani vittime dell’allergia al sole, e il numero è in costante crescita (dal 2000 a oggi i casi di fotodermatosi sono raddoppiati). La patologia colpisce soprattutto le donne su braccia e decolletè e individui vittime di psoriasi o dermatite atopica. Non va confusa con l’eritema – altra nota patologia ‘solare’ – con la quale, comunque, presenta dei sintomi comuni. Fra i sintomi dell’allergia al sole ci sono vescicole, pruriti, arrossamenti. La malattia si combatte innanzitutto con una buona alimentazione a base di frutta e verdura. Nei casi più seri, però, è necessario sottoporsi a una visita specialistica dermatologica. Il medico, in base al fototipo, sa consigliare la crema protettiva più idonea.

(Pubblicato su Libero il 9 giugno 09)