Cerotto antidiabete

Un nuovo e utile strumento promette di contrastare meglio il diabete di tipo 1, detto insulino-dipendente (o diabete giovanile), patologia in continua crescita nel mondo (l’incidenza sotto i 15 anni è addirittura quadruplicata negli ultimi decenni). Si tratta del cosiddetto “OmniPod”, una pompa-cerotto per l’erogazione di insulina, wireless e tubeless (priva cioè di fili e tubi). Se tutto andrà come previsto dovrebbe arrivare in Italia nel 2010. «Siamo contenti che arrivi anche in Italia» dice a Libero Emanuele Bosi, primario diabetologo del San Raffaele di Milano. «In America questo strumento ha riscosso molto successo, soprattutto tra i bambini e gli adolescenti colpiti dal diabete di tipo 1». La pompa-cerotto viene applicata sull’addome, sulla gamba o sul braccio e si attiva con un palmare. L’insulina viene infusa nell’organismo tramite un minuscolo aghetto, assolutamente indolore. “OmniPod”, attraverso una infusione continua, consente un più facile controllo delle concentrazioni di zuccheri nel sangue, senza ricorrere alle iniezioni quotidiane (né a cateteri). Esiste inoltre la possibilità di combinare “OmniPod” con un altro dispositivo denominato sensore, in grado di leggere in continuo il valore della glicemia che poi compare in un visore. “OmniPod” è usa e getta e ha una durata di tre giorni: passato il terzo giorno la terapia prosegue con un’altra pompa-cerotto. Secondo gli esperti della Insulet Corporation del Massachusetts (Usa) “OmniPod” funziona in ogni circostanza, piscina compresa. È solo controindicata nella sauna o bagno turco. «“OmniPod” non è una novità assoluta ma il perfezionamento di microinfusori già esistenti» continua Bosi. «A differenza degli altri strumenti quest’ultimo è di dimensioni più contenute e quindi più maneggevole, non ha fuoriuscite di fili o cateteri e quindi risulta più accettabile dal punto di vista estetico e psicologico». “OmniPod” non è però automatico. Deve essere programmato dal diabetologo o dal paziente stesso, in modo che l’erogazione di insulina possa avvenire secondo gli schemi e le dosi concordate proprio tra medico diabetologo e paziente. «Il microinfusore, di cui “OmniPod” rappresenta l’ultima evoluzione, è il sistema più avanzato ed efficace per la somministrazione di insulina, particolarmente indicato nei pazienti più giovani e nei casi più difficili. Occorre infatti ricordare» continua Bosi «che il controllo rigoroso delle concentrazioni del glucosio nel sangue rappresenta l’obiettivo primario della terapia del diabete, indispensabile per evitare la comparsa nel tempo delle complicanze croniche del diabete». Con “OmniPod”, infatti, lo scopo è soprattutto questo: mantenere costantemente sotto controllo il livello di zuccheri del sangue, evitando danni a reni, cuore, cervello, il vero problema di chi ha il pancreas che non produce più insulina. In futuro c’è l’idea di curare in questo modo anche il diabete di tipo 2 (diabete dell’adulto) che differisce dal tipo 1 in quanto il pancreas continua a produrre insulina, che tuttavia risulta meno efficace dal punto di vista metabolico.

(Pubblicato su Libero il 5 luglio 09)

(Per info: http://www.myomnipod.com/)

Commenti

Post popolari in questo blog

Cuore, reni, ossa: quanto costa l'uomo al pezzo

Stelle o triangoli. Lo scarabocchio rivela chi siamo

I difetti femminili che piacciono agli uomini