Allergici ai baci

Gli scienziati l’hanno battezzata “allergia da bacio” e corrisponde a una nuova patologia cui vanno incontro coloro che sono allergici a un determinato alimento e baciano persone che si sono appena nutrite di esso. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine. Gli studiosi hanno condotto i loro esperimenti su pazienti allergici alle noci. Si è visto che la maggior parte dei partecipanti al test è stata molto male, dopo aver ricevuto un bacio appassionato da individui che avevano da poco mangiato il frutto secco, anche 6 ore prima dello “scambio amoroso”. Il bacio tra innamorati, quindi, non solo provoca un aumento improvviso della pressione arteriosa - nonché del numero di battiti cardiaci che di colpo salgono da 75 a 150 - ma può anche scatenare sintomi che riguardano da vicino il caratteristico attacco allergico, comprendente manifestazioni varie che vanno dalla semplice necessità di soffiarsi il naso a vere e proprie crisi di asma. Delle possibili controindicazioni che contraddistinguono la pratica amorosa più nota, ne aveva già parlato l’olandese Antonio Leevenhoek nel 1600, sottolineando che vi sono più “‘animali’ viventi nella schiuma dei denti in bocca a un uomo che abitanti di una nazione”. In particolare è noto che in un millimetro di saliva ci sono circa 60milioni di germi, e che un innocuo bacio tra due persone produce un passaggio di ben 250 tipi di batteri. In modo analogo gli scienziati affermano che anche lo scambio della mano può interferire con lo stato di salute di un individuo. In particolare il pericolo è quello che vengano trasmesse malattie virali come l’influenza. Tra le categorie più rischio ci sono i politici, gli uomini d’affari e le donne in carriera. Ma il contagio di un virus influenzale può anche avvenire semplicemente attraverso un banale scambio della pace in chiesa. Per quanto concerne la prima situazione il consiglio dei ricercatori è quello di avvalersi di scorte di fazzoletti antigermi, mentre per la seconda è utile sapere che molte diocesi e alcuni vescovi hanno dato il permesso di sostituire l’arcinoto gesto che precede l’offertorio con cenni della mano o occhiolini.

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