Mezze stagioni e perdita di capelli. Svelato il perchè

Svelato il mistero della perdita dei capelli durante le mezze stagioni: non dipende come si è sempre creduto dal cambiamento della temperatura dell’aria, bensì dalla variazione della quantità di luce disponibile. È la conclusione degli studiosi dell’università La Sapienza di Roma. Gli esperti hanno verificato che la riduzione delle ore di luce in autunno, o viceversa l’allungamento delle giornate in primavera, influisce su un complesso meccanismo fisiologico mediato dalla melatonina. L’ormone prodotto dall’ipofisi varia, infatti, la sua concentrazione sulla base dell’alternanza delle ore di buio e di luce: durante le ore notturne si accumula con maggiore frequenza mentre decresce nel corso della giornata. In autunno e in primavera quindi non deve preoccupare la perdita dei capelli: è un fenomeno fisiologico che l’organismo compie da sempre per rinnovarsi. Ed è più o meno ciò che avviene anche negli animali e nelle piante: i primi, quando cambiano la pelle (per esempio i serpenti); i secondi quando perdono le foglie al sopraggiungere della stagione fredda. Periodi più favorevoli alla perdita dei capelli sono i mesi di marzo e di novembre, in pratica il periodo del risveglio e quello del riposo. Durante questi mesi l’uomo perde in media il 20-30% in più di capelli rispetto ad altri momenti dell’anno. In ogni caso, secondo Stefano Calmieri - direttore del dipartimento di Malattie cutanee, veneree e di chirurgia plastica dell’università di Roma La Sapienza - la caduta dei capelli nelle mezze stagioni non va contrastata, magari con l’ausilio di shampoo o di lozioni specifiche. I capelli - dopo il periodo critico – ritornano in forza e riprendono a crescere con la loro normale velocità di circa 0,1 – 0,2 mm al giorno.

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