Combustibili fossili: è iniziato il countdown

I combustibili fossili hanno i giorni contati. È l’opinione di Jeff Dukes ecologista del Carnegie Institution di Washington. Lo studioso americano attraverso una serie di calcoli matematici è riuscito per la prima volta a stabilire un coefficiente di conversione del materiale organico in petrolio e carbone. Ha stimato che solo lo 0,01% dei residui vegetali diventa carburante, mentre tutto il resto viene disperso. Questo significa che allo stato attuale delle cose per ottenere un litro di benzina occorrono 23 tonnellate di materia organica. In particolare Dukes ha messo in relazione il dato conseguito dai suoi studi con il consumo medio annuale di carburante nel mondo. Così è risalito alla notevole differenza tra la quantità di combustibile fossile accumulata e quella utilizzata dall’uomo. Il dato del 1997 è più che mai rappresentativo: il consumo di petrolio e carbone è stato infatti 400 volte maggiore di quello ricavato dai giacimenti industriali. Il petrolio è oggi la principale fonte di energia. Copre infatti il 30% del fabbisogno mondiale. A seguire c’è il gas naturale utilizzato nel 23% dei casi e il carbone con un consumo medio del 22%. Secondo le numerose stime effettuate dagli scienziati le riserve di gas naturale e carbone dureranno fino alla fine del XXI secolo, mentre il petrolio finirà molto prima. A ciò va affiancato anche il dato secondo il quale le ricerche petrolifere negli ultimi decenni hanno subito un drastico calo: l’80% dei giacimenti di petrolio conosciuti attualmente sono stati infatti scoperti tutti prima del 1973.

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