"Nymphea Water": per vincere la sete nel mondo estraendo acqua dolce dalle profondità marine

Combattere la sete nel mondo con le riserve di acqua dolce contenute nei mari e negli oceani. È la proposta della società francese “Nymphea Water”. Gli esperti dell’ente transalpino hanno sviluppato uno strumento particolare – battezzato “tulipe” (dalla forma a tulipano) – che posizionato in corrispondenza di sorgenti d’acqua dolce sottomarine, è in grado di pompare in superficie le risorse idriche desiderate. Il sistema funziona grazie ad apposite pompe che convogliano l’acqua estratta dalle profondità marine all’interno di boe, dalle quali dipartono tubature collegate alla terraferma. L’immagazzinamento di acqua dolce nelle profondità dei mari avviene soprattutto nelle regioni costiere, all’interno di substrati geologici tipicamente calcarei (in cui l’affioramento di acqua capillare avviene con maggiore facilità che non in altre strutture rocciose). La proposta francese ha già trovato conferma della sua validità in un impianto attivo al largo di Ventimiglia, nei pressi di una sorgente nota dagli anni Ottanta, ubicata a 36 metri di profondità e a 800 metri dalla costa. Il “tulipe” installato in questo angolo di Mediterraneo consente di ricavare 60–80 litri di acqua al secondo, contenente meno di un grammo di sale per litro, contro i 38 grammi di sale presenti nelle acque marine comuni. Secondo gli esperti francesi la stessa tecnica potrebbe essere utilizzata anche in altri punti del Mediterraneo, sorgenti di acqua dolce che – originariamente presenti sulla terraferma – sono sprofondate in seguito a movimenti tellurici: in Basilicata, nel golfo di Policastro, per esempio, e in Grecia, presso il golfo di Anavalos. Paul – Henri Roux, direttore generale di “Nymphea Water”, dice che questa nuova tecnica ingegneristica potrebbe tornare molto utile in Turchia, Siria e Golfo Persico, regioni dove la scarsità di acqua è all’ordine del giorno.

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