Ibernazione: tornano in vita batteri vissuti 32mila anni fa

Un team di scienziati americani della Nasa ha ‘resuscitato’ dei batteri risalenti a 32mila anni fa, conservati in una lastra di ghiaccio in Alaska. I microrganismi hanno ripreso a nuotare nell’acqua ricavata dallo scioglimento dello strato di ghiaccio che li rivestiva, ed è stato possibile osservarli tramite i microscopi. I batteri, appartenenti a una specie sconosciuta battezzata Carnobacterium pleistocenium, risalgono al Pleistocene, al periodo in cui l’emisfero boreale era totalmente coperto dai ghiacci (la glaciazione wurmiana si sarebbe infatti chiusa circa 20mila anni più tardi), i mammut giravano indisturbati a caccia di cibo, e l’Homo di Cro Magnon aveva definitivamente soppiantato l’Homo di Neanderthal. L’astro-biologo Richard Hoover ha individuato la colonia batterica tra i resti fossili di un pachiderma del Pleistocene. Qualcosa del genere è accaduto anche con un vegetale. Il riferimento è a un seme di lupino artico germogliato dopo 10mila anni di ibernazione. Il fatto risale al 1955, quando un ingegnere minerario scoperchiò accidentalmente nel terreno dello Yukon, ad una profondità di sei metri, un sistema di tane costruite da roditori, contenenti al loro interno resti vegetali risalenti all’inizio dell’Olocene. In attesa di ibernare anche l'uomo...

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