Faringiti, emorroidi, cefalee: le malattie curabili con l'automedicazione

Automedicazione. Un modo per curarsi senza dover necessariamente ricorrere al medico (e quindi alla ricetta). Il fenomeno coinvolge annualmente il 67% degli italiani. Ogni tre mesi si autocura più di un italiano su due e in un mese il 41% degli abitanti del Belpaese. Sono alcuni dei dati rilasciati da Anifa (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione) in occasione della presentazione della campagna “Automedicazione: l’unica ricetta è l’attenzione”. “L’automedicazione è in grado di dare un supporto rilevante alla gestione della salute dei cittadini – spiega Enrico Allievi, direttore di Anifa -. Naturalmente tale pratica va esercitata in maniera responsabile, esclusivamente con i farmaci senza obbligo di ricetta e considerando alcune avvertenze”. Ma quali sono le malattie curabili con l’automedicazione? Per esempio si può combattere la faringite, infiammazione della gola di origine virale o batterica, spesso accompagnata dal raffreddore. Nelle forme più lievi la malattia si contrasta con sostanze ad azione antimicrobica per la disinfezione della bocca e della gola (cetilpiridinio cloruro, dequalinio cloruro). Si tratta di farmaci assumibili sottoforma di pastiglie da sciogliere in bocca o colluttori per sciacqui del cavo orale. Nei casi più seri si può ricorrere a medicinali a base di flurbiprofen o diclofenac. L’unica raccomandazione riguarda i bambini che è sempre meglio sottoporre al parere del medico: una faringo-tonsillite batterica, infatti, può essere debellata efficacemente solo con l’assunzione di antibiotici (che invece richiedono la ricetta). Altra malattia curabile con l’automedicazione è la rinite allergica. Riguarda un gran numero di italiani e insorge soprattutto nel periodo primaverile. I farmaci di automedicazione per il sollievo dei sintomi di questa patologia sono gli antistaminici (per esempio la clorfenamina), che bloccano gli effetti dell’istamina, responsabile del continuo gocciolamento del naso e degli starnuti. In certi casi si possono usare anche vasocostrittori che ostacolano la congestione nasale (a base di efedrina o norofedrina). La vaginite è un’infiammazione della mucosa della vagina. Può essere provocata da batteri, funghi o virus. In particolare le infezioni batteriche causano perdite abbondanti, grigiastre e maleodoranti. Per questo tipo di problema l’automedicazione si basa sull’utilizzo di creme anestetiche topiche che calmano immediatamente prurito e bruciore, sintomi tipici della malattia. In alternativa si può ricorrere a lavande che contengono antinfiammatori come l’ibuprofene. La cefalea – ossia il classico mal di testa – può essere tenuto a bada, invece, automedicandosi con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) che, assunti appena si presenta il dolore, possono bloccarlo anche rapidamente. Fra questi possiamo citare l’acido acetilsalicilico (più noto come aspirina) e il paracetamolo (tachipirina). Con gli antinfiammatori non steroidei si curano anche i dolori articolari dovuti a traumi o a infiammazioni che colpiscono le articolazioni. In questo caso si possono citare anche altri farmaci fra cui il naproxene o il polideribotide. Ottimamente trattabili con l’automedicazione sono anche le emorroidi, dilatazioni varicose delle vene del retto e dell’ano, praticamente il disturbo più comune dell’ultimo tratto del canale intestinale. Alcuni farmaci di automedicazione applicati localmente sottoforma di pomata o di supposta permettono un sollievo sintomatico, grazie ai principi attivi in essi contenuti fra cui gli anestetici locali a base di pramocaina e i corticosteroidi (idrocortisone).

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