Brevettato un nuovo materiale in grado di proteggere le astronavi da meteoriti e asteroidi

Ricercatori inglesi sviluppano una nuova sostanza in grado di proteggere astronavi e satelliti dall’impatto con meteoriti o altri oggetti cosmici. Il riferimento è a un materiale capace di riparare piccoli danni ai mezzi spaziali e bloccare le perdite di ossigeno. La sostanza, battezzata pelle autoriparante, è rappresentata da un laminato con centinaia di filamenti in vetro lunghi 60micron. Una sorta di resina e un agente chimico contenuti nel laminato reagiscono fra loro sviluppando una sostanza molto resistente. In particolare i filamenti in vetro sono progettati in modo da rompersi facilmente quando un astronave o un satellite subiscono un impatto con corpi spaziali. In seguito a un impatto le due sostanze, fuoriuscendo dallo scafo, sono in grado di “cooperare” per “rimarginare” le ferite della navicella. La scoperta è stata fatta da Ian Bond e Richard Trask dell’università di Bristol. Il progetto, sovvenzionato dall’Agenzia Spaziale Europea, è stato condotto in una camera priva di gravità, un ambiente simile allo spazio. A questo punto gli scienziati intendono dar vita a una versione più resistente della nuova materia selezionata e provarla in condizioni estreme, per esempio a temperature elevate. L’Agenzia Spaziale Europea fa sapere che il nuovo materiale potrà proteggere astronavi e satelliti anche dalla cosiddetta spazzatura spaziale. Si ritiene infatti che nell’atmosfera siano oltre 9mila i detriti spaziali abbandonati da satelliti, missili e navette. Oggetti che possono provocare gravi danni a tutte le missioni spaziali future.

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