ENERGIA DALLE VISCERE DELLA TERRA

A quattro chilometri di profondità dalla superficie terrestre esistono enormi giacimenti di acqua a temperature medie di 150 gradi centigradi: è lì che intendono andare a scavare i tedeschi per ricavare l’energia del domani. Tecnici sono all’opera nel brandeburghese per creare la prima centrale elettrica basata sull’azione delle acque del sottosuolo. In particolare gli scavi dovrebbero coinvolgere il mantello, area geologica che divide la crosta terrestre dal nucleo. In questa sede verrebbero installati dei serbatoi ripieni di acqua che, in seguito al riscaldamento dei liquidi del sottosuolo, spingerebbero verso l’alto ingenti quantità di vapore. In superficie il vapore assicurerebbe l’azione di turbine che infine porterebbero alla produzione di energia elettrica. In Brandeburgo un progetto pilota è già in funzione dal 1994 vicino a Schwerin, in Meklemburgo-Vorpommern. Sulla base di questa esperienza si conta di arrivare entro una decina d’anni a soddisfare il 5% del fabbisogno energetico dell’intera Germania. Da tenere presente che, sempre in Germania, è dal 1980 che si utilizza l’acqua calda delle profondità terrestri per riscaldare palazzi ed edifici. In questo caso il riferimento è a giacimenti situati fra i 50 e 150 metri di profondità dove le acque raggiungono temperature di 30 o 40 gradi centigradi. I pro dell’energia ottenuta dal sottosuolo? Molteplici, dicono i ricercatori. Innanzitutto non c’è il rischio di inquinamento. In secondo luogo si tratta di una fonte inesauribile e c’è la soddisfazione di andare a “pescare” là dove è da 260milioni di anni che non succede niente. In questo punto infatti si sono creati degli strati impermeabili di argilla che custodiscono gelosamente al loro interno ingenti quantitativi di acqua surriscaldata dai moti convettivi del mantello, che da tantissimo tempo non subiscono cambiamenti geomorfologici. I lavori per la centrale sono già in corso. Conclusa la prima perforazione che ha consentito di raggiungere i 4,3 chilometri di profondità, si è ora all’opera per un secondo intervento. In ultimo si procederà all’edificazione della centrale vera e propria, dell’infrastruttura esterna il cui compito sarà quello di trasformare il vapore in energia.

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