Sesso con l'amante: va bene, purchè sia a più di 50 miglia di distanza da casa


Una scappatella? Ma sì, cosa vuoi che sia! Un tempo la pensavano così in pochi, pochissimi. Oggi invece il numero di coloro che anche all’interno di un solido matrimonio concepiscono il tradimento come un fenomeno legittimo è sempre più alto. La conferma arriva dagli Usa dove sta avendo un successo strepitoso il cosiddetto “criterio delle 50 miglia” (“50milerule”), sulla base del quale a ogni componente di una coppia è consentito il sesso extraconiugale; purché avvenga a non meno di 50 miglia di distanza dalla località in cui si abita, con un partner di cui non si sa niente, e con il quale non si avrà mai più nulla a che fare. Secondo gli esperti sono sempre di più le giovani coppie che si affidano al “criterio delle 50 miglia”. Un’idea folle? Nient’affatto, dice Judith Brandt, fondatrice del nuovo movimento, e autrice di un libro sull’argomento: “Ho lanciato l’idea di 50milerule durante una relazione con un uomo sposato, che mi ha spiegato che lo faceva solo quando la moglie era distante almeno un’ora di macchina”. Secondo Brandt la scappatella predeterminata, organizzata, in accordo con il partner, prenderà negli anni a venire sempre più piede, fino a divenire un fatto normale. In sostanza i flirt e i “piccoli” tradimenti di comune accordo coinvolgeranno sempre più individui, pertanto l’idea tradizionale di matrimonio e di fedeltà reciproca verrà meno. In Usa relativamente al “tradimento a distanza concordata” esiste un sito internet e un libro. Entrambi illustrano i come e i perché di una avventura fuori porta senza il rischio di mandare a rotoli il matrimonio. Per essere un degno rappresentante del “criterio delle 50 miglia” è indispensabile l’autocontrollo, il sangue freddo. Non ci si deve quindi innamorare dell’amante, ma solo mordere e fuggire. Come si evince da un recente articolo in prima pagina sul New York Times, qualcuno le considera scappatelle terapeutiche. Altre regole da rispettare oltre a quella delle 50 miglia e del no al coinvolgimento emotivo? Per le coppie più reticenti c’è la regola del “solo sopra la cintura”. In questo caso si concedono al partner solo scappatelle parziali, in cui l’atto fisico di avvicinarsi a “un’altra lei/altro lui" deve limitarsi esclusivamente alle parti anatomiche situate dall’ombelico in su. In poche parole sì ai baci, no al resto. Altra regola: la “celebrity trading card”. Con essa ci si impegna a compilare un permesso speciale scritto nel quale si concede l’assoluta libertà al partner, nel caso in cui egli dovesse avere la fortuna di imbattersi nel proprio mito. Esempio. Un marito ha un debole per Angelina Jolie: se dovesse incontrarla sul suo cammino, ed è in possesso della “celebrity trading card”, è libero di fare ciò che vuole; sempre che Angelina sia d’accordo, naturalmente. Clausola riservata quella del “don’t ask don’t tell”. Sposi che si affidano a una simile regola significa che lasciano libero il partner di scorrazzare tranquillamente in letti altrui, purché dell’argomento non si parli mai. Ma cosa dicono i sociologi di questa nuovo fenomeno riguardante il sesso extraconiugale? Semplicemente ne parlano come di un movimento corrispondente ai tempi in cui viviamo. Con una realtà che si trasforma sempre più velocemente. Oggi, dicono gli esperti, tutti girano per lavoro e sempre più spesso le coppie sono costrette a non vedersi per periodi più o meno lunghi. Con ciò il tradimento andrebbe semplicemente visto come l’antidoto all’impossibilità di stare insieme. Ma il concetto può anche sconfinare oltre il limite del buon senso, rasentando la trasgressione in piena regola. In causa, in questo caso, sono chiamati i cosiddetti poliamorosi: soggetti che rifiutano sistematicamente la monogamia a favore di relazioni con più di una persona contemporaneamente. La Poliamory society è l’associazione che li raccoglie e conta oltre 800 membri, che si riuniscono una volta all’anno al Central Park di New York durante la Poly pride parade.

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