L'ALTRA FACCIA DEL PROIBITO: ribellarsi in musica

Dopo il connubio “sesso, droga e rock ‘n roll” la musica è diventata quasi sinonimo di trasgressione e rottura con gli schemi sociali convenzionali. Negli anni Cinquanta rappresentò una rivoluzione musicale improntata sulla sessualità più esplicita e diventò presto il simbolo della trasgressione contro lo spirito di un’America puritana e perbenista. Era l’epoca del re bianco del rock ‘n roll, vale a dire Elvis Presley, di Jerry Lee Lewis e di Little Richard. Gli anni 60 scoppiarono come una bomba ad orologeria innescata contro il sistema e i valori della generazione precedente. Entrano in scena gli hippie della controcultura e della contestazione giovanile e le band interpretano l’ansia di cambiamento che è nell’aria. Gli Who (ma anche i Rollig Stones, i Faces, i Them) furono i veri rappresentanti di quel periodo. Nel 1963 il gruppo di Pete Townshend diventò famoso con il singolo “My generation”, il primo proclama di una gioventù nichilista che, in lotta contro il mondo degli adulti, vuole distruggere tutto. Mentre in America fanno furore Bob Dylan (con la sua The times they’re a changin, ‘I tempi stanno cambiando’), i Velvet Underground e le band psichedeliche come i Jefferson Airplane e i Grateful Dead. Con loro, nonostante il veto statale del 1966, l’LSD diviene la nuova droga sintetica per antonomasia. Gli anni 70 rappresentarono il periodo in cui vengono infranti gli ultimi tabù rimasti dopo il sesso e la droga: vale a dire l’omossesualità e il gusto per il macabro e l’esoterismo. David Bowie, in particolare, fu l’artista che rese famoso il glam - rock e che portò il fattore shock dell’ambiguità sessuale in musica con la spregiudicatezza dei suoi atteggiamenti e la sua eccezionale capacità di trasformarsi. A lui si aggiungono Boy George (nella foto), Morrissey degli Smiths, George Michael, Jimmy Sommerville, Elton John, e in Italia Renato Zero. Con chitarre martellanti, bassi roboanti, vocalizzi epilettici e testi truculenti, si fanno invece sentire i primi vagiti dell’hard - heavy – metal, attraverso band come i Deep Purple e i Black Sabbath. Di questo periodo sono anche i Sex Pistols, Marc Bolan, Iggy Pop (detto l’Iguana del rock), i Ramones, e i Telvision. Oggi infine la trasgressione è diventata una furba strategia di mercato. Il riferimento è a fenomeni come il rapper Eminem, noto per le sue inclinazioni razziste e nichiliste, a Marilyn Manson, idolo di orde di adolescenti americani, che incarna invece il prototipo del transessuale amante del macabro.

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