Un telescopio gigante, piante ogm e robottini che saltano: i nuovi progetti della Nasa

Robot che saltano come palline da pingpong. Un telescopio spaziale lungo 200mila chilometri. Vegetali in grado di crescere su Marte e su quasi tutti gli altri pianeti “terrestri”. Sono le tre nuove proposte che giungono dall’Institute of Advanced Concept della Nasa, lo stesso ente che prevede di costruire entro una decina d’anni il primo ascensore spaziale, in grado di trasportare in orbita materiali e astronauti. Di queste tre avveniristiche idee se n’è parlato nel corso di un convegno tenutosi in Colorado. Il primo progetto è maturato in seguito all’esperienza di Spirit e Opportunity (nella foto), i due robottini della Nasa che per anni hanno gironzolato per Marte in cerca di vita. Secondo gli esperti hanno condotto un lavoro eccellente: sono infatti durati molto più a lungo dei sei mesi per i quali erano stati progettati. Ma hanno dimostrato di avere un limite: quello di non riuscire a superare i tratti di terreno più impervi. Per questo motivo gli scienziati della Nasa stanno pensando a robot in grado di saltellare. L’idea è quella di sviluppare marchingegni grandi come palline da golf (diametro massimo una decina di centimetri), capaci di muoversi autonomamente, e caratterizzati da dispositivi per le rivelazioni geologiche e biologiche. Del progetto si sono presi carico gli studiosi del Mit di Boston: “Ogni robot - dice Steven Dubowsky del famoso ente statunitense - potrà essere equipaggiato con sensori miniaturizzati”. Il secondo progetto vede, invece, in prima linea gli scienziati della North Carolina State University. In questo caso il riferimento è a piante geneticamente modificate, capaci di crescere in luoghi impensabili, dove le temperature sono troppo basse o troppo alte per un normale vegetale. Per arrivare a questo traguardo gli specialisti della North Carolina, guidati da Amy Grunden, intendono introdurre nelle piante dei geni provenienti da batteri estremofili, microrganismi che hanno imparato a vivere nel cuore di vulcani o tra i ghiacci dell’Antartide. Infine il progetto più avveniristico è quello del telescopio lungo 200mila chilometri. Lo strumento – che verrà realizzato dagli esperti della University of Colorado di Boulder – consentirà di esplorare punti dell’universo lontanissimi da noi. Sarà caratterizzato da due astronavi, una delle quali equipaggiata con delle lenti in grado di catturare e bloccare la luce delle stelle. Queste ultime consteranno di un diametro di un chilometro e un buco centrale di dieci metri. La luce filtrerà in questa apertura e arriverà all’altra astronave a 200mila chilometri di distanza, che opererà come una camera oscura. Uno strumento simile potrebbe consentirci di osservare pianeti simili alla Terra, e oggetti con un diametro di una settantina di chilometri.

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