Lotta alle malattie epatiche con le staminali presenti nel fegato

In Europa, l’Italia è al primo posto per numero di casi di patologie croniche del fegato. Gli studiosi stimano intorno a 2milioni le persone con infezione da virus C e in circa 1milione quelle con infezione da virus B. Oltre 1milione di persone sarebbero affette da cirrosi epatica che nel 20-30% dei casi predispone al tumore al fegato. Oggi, però, potremmo avere un’arma in più per sconfiggere le malattie epatiche grazie al lavoro di un team di studiosi belgi. Gli scienziati hanno infatti individuato la presenza di cellule staminali nel fegato, potenzialmente in grado di trasformarsi in epatociti e quindi ripristinare il tessuto epatico danneggiato. A ciò sono giunti dopo aver verificato le guarigioni “straordinarie” di individui colpiti da gravi patologie all’organo digestivo: queste persone conserverebbero nell’organismo una notevole quantità di speciali proteine che svolgono un ruolo protettivo e rigenerante. La presenza di cellule staminali nel fegato – che non derivano quindi dal midollo osseo, area anatomica nota per la produzione di cellule indifferenziate - è stata confermata in uno studio sui roditori. I topi sono stati trattati con “fattori di crescita” (elementi in grado di stimolare la crescita cellulare) e in effetti si è visto che il fegato è capace di “autorigenerarsi” con le cellule staminali. Il passo successivo sarà quello di testare simili “fattori di crescita” anche sull’uomo. “Speriamo di poter presto intervenire sugli epatopatici – ha commentato Tania Roskams, del Laboratorio di Morfologia e Patologia Molecolare dell’università di Lovanio, in Belgio - in modo da trovare un’alternativa al trapianto”. Tuttavia potrebbero esserci dei rischi, legati all’iniezione diretta di cellule staminali nel fegato, che potrebbero sviluppare tumori. Aggiunge infatti Roskams che “i tumori al fegato più difficili da curare, circa un terzo del totale, derivano proprio da queste cellule progenitrici”.

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