L'ALTRA FACCIA DEL PROIBITO: un'età per ogni cosa

Ma qual è la differenza fra trasgressione adulta e giovanile? “L’adolescente ‘esplora’ il nuovo e più ampio mondo cui da poco ha avuto accesso: il sesso, l’autonomia geografica con la moto o i viaggi, le nuove capacità corporee e mentali. L’adolescente tende a fare ‘a modo suo’ – spiega Marco Casonato, docente di Psicologia Dinamica Avanzata presso l’università Bicocca di Milano – l’‘esplorazione’ così diviene talora ‘trasgressione’ e l’adolescente impara i limiti suoi e i limiti sociali dalle proprie azioni. Questo vale anche per l’adulto e l’anziano: l’uomo sempre esplora e cerca di comprendere fin dove può arrivare”. Nonostante ciò la trasgressione nell’adulto non è assimilabile a quella del giovane. Chi trasgredisce in età adulta lo fa infatti principalmente per due motivi, uno solo dei quali è riconducibile all’universo adolescenziale e post - adolescenziale: perché crede in quello che fa e coraggiosamente affronta l’opinione pubblica nella speranza di abbattere una qualche barriera o di migliorare una situazione; o perché vuol essere diverso, stupire, attirare l’attenzione, far parlare di sé. Nel primo caso, e il riferimento ideale è la figura del pacifista Gandhi (nella foto), lo scopo è quello di avere dei proseliti e di trasformare la propria trasgressione in normalità. Mentre nel secondo caso chi trasgredisce lo fa esclusivamente per amor proprio. Egli avrà comunque dei seguaci, ma cercherà sempre di essere più avanti per non tornare ad essere un normale.

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