La dipendenza dalla nicotina è scritta nei geni

Perché un fumatore si ferma a dieci sigarette al giorno e un altro, invece, arriva a fumarne sessanta? La spiegazione arriva da un team di studiosi giapponesi guidati da Hidetoshi Nakamura del Tokyo Electric power company hospital. Gli esperti hanno analizzato i geni di 200 over50 con il vizio delle bionde e hanno scoperto che esiste un gene codificante un particolare enzima, Cyp2A6, che è alla base del “fabbisogno” giornaliero di nicotina. Il gene può essere presente singolarmente, in coppia (in tal caso significa che è stato ereditato sia dalla madre che dal padre) o può essere assente. Si è quindi visto che i fumatori meno accaniti ne sono privi; è presente, invece, singolarmente nei fumatori medi, e in coppia in quelli più ostinati. Secondo gli studiosi è questa la prima volta che si mette in luce la relazione tra la genetica e il numero di sigarette fumate. (Mentre si sa tutto o quasi del meccanismo fisiologico che induce al vizio). Una scoperta che potrebbe portare a sviluppare nuovi medicinali per tenere a freno l’istinto incontrollato di accendersi l’ennesima bionda. La ricerca, infine - pubblicata sulle pagine dell’European Respiratory Journal - conferma che l’ereditarietà non influisce solo sulla dipendenza dalle sigarette, ma anche sul numero di pacchetti fumati ogni giorno. In media gli italiani fumano 17 sigarette al giorno (19 i maschi e 14 le femmine).

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