L'ALTRA FACCIA DEL PROIBITO: 100 colpi... di malizia

Arte e trasgressione sono compagne fedeli che si alimentano e rinnovano a vicenda. Un paio di esempi sono l’autobiografia sessuale della sedicenne catanese Melissa P. (nella foto), ‘100 colpi di spazzola prima di andare a dormire’, e l’opera pittorica di Andrés Serrano del 1987 intitolata ‘Piss Christ’. Il primo lavoro ha suscitato un vero e proprio putiferio nel mondo editoriale. Critici e lettori divisi tra chi lo considera un piccolo capolavoro e ne esalta la modernità e l’apertura mentale e chi (la maggioranza) lo valuta invece solo una furba operazione commerciale. In questo diario la giovane Melissa racconta infatti le sue rocambolesche avventure prima con singoli amici, poi con un gruppo di cinque ragazzi, poi con un professore che le dà ripetizioni di matematica, poi ancora con un uomo di una certa età conosciuto in internet, poi quasi anche con una donna, finché non trova il vero amore e smette di concedere il suo corpo a chiunque glielo chieda. ‘Piss Christ’ ha invece le dimensioni di un quadro tradizionale: un metro per un metro e mezzo. Rappresenta un crocifisso: un’immagine sfumata immersa in un fondo di colore rossastro. È un Cristo nell’urina. Quando l’opera fu esposta in una galleria, suscitò un immediato scandalo. L’allora presidente americano, George Bush la definì pura immondizia. L’opera fu condannata in Senato e un politico strappò pubblicamente il catalogo che la riproduceva. Alcuni sostennero invece che la trasgressione operata da ‘Piss Christ’ era positiva, dal momento che il compito dell’arte è quello di sconvolgerci, di farci cogliere in questo modo le verità ultime sull’uomo, sul mondo che ci circonda, sull’arte stessa.

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