L'ALTRA FACCIA DEL PROIBITO: cybernauti e doggers

Tra i trasgressivi ci sono i cosiddetti “bulimici del sesso”, vale a dire coloro che non possono fare a meno di trascorrere ore e ore davanti al computer, navigando da un sito pornografico all’altro. Secondo i dati presentati nel corso del Congresso internazionale della società italiana di psicologia, almeno il 6% de maschi italiani e il 3% delle donne ne sono vittime. Si stima che complessivamente siano almeno 11milioni gli italiani che periodicamente si affidano al sesso virtuale. Si tratta di una “sesso-dipendenza” in cui prevale l’aspetto compulsivo, in certi casi addirittura sconfinante nella patologia. Gli uomini in particolare amano frequentare siti hard, le donne chattare con sconosciuti. Dei 3milioni complessivi di chatter italiani la maggior parte è infatti di sesso femminile. L’identikit del cybernauta tipo? Laureato, single e con una spiccata tendenza all’introversione. L’ultima follia trasgressiva in fatto di sesso è invece il “dogging”, ovvero il piacere di fare sesso in pubblico. Fino a poco tempo fa l’essere ‘doggers’ era una prerogativa esclusiva del mondo omosessuale, mentre ora il fenomeno sta dilagando anche fra gli eterosessuali. La moda di esibirsi in parchi, parcheggi, e aree di sosta autostradali è scoppiata in Inghilterra. Si calcola che il fenomeno abbia già coinvolto 300mila eterosessuali britannici. Secondo Richard Byrne, dell’università di Cardiff, i ‘doggers’ hanno in genere fra i 25 e i 50 anni, spesso sono delle coppie sposate, ma abbondano anche i maschi single e qualche temeraria femmina. Ci sono diverse tipologie di doggers: quelli che vogliono fare sesso con il proprio partner, ma davanti ad altri, quelli che vogliono aggiungersi ad altre coppie per fare l’ammucchiata, quelli fetish o kinky, o magari quelli che vogliono semplicemente guardare senza partecipare.

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