Anche Venere può ospitare forme di vita

Forse anche Venere, pianeta noto per le sue temperature estreme, potrebbe ospitare la vita. Lo dice l’astrobiologo tedesco Dirk Schultze-Makuch, che lavora presso l’università del Texas a El Paso. Secondo lo scienziato la vita su Venere si nasconde tra le sue nubi, e non in superficie dove la colonnina di mercurio arriva a sfiorare i 470 gradi centigradi. Dice Schultze-Makuch che i microrganismi potrebbero essere ospitati a un’altezza di circa 50 chilometri dalla superficie, dove la temperatura è di soli 30-80 gradi e la pressione è simile a quella terrestre a livello del mare. A conferma delle ipotesi del ricercatore tedesco ci sono anche i dati ricavati dalla sonda spaziale Pioneer. Dalle sue ricognizioni intorno al pianeta è emerso che esiste un fenomeno misterioso che potrebbe indicare tracce di vita su Venere sottoforma di microrganismi. Il riferimento è a immagini ultraviolette dell’atmosfera che rivelano strane macchie scure causate da qualcosa che sembra bloccare proprio le radiazioni provenienti dal sole. Ultimo dato a sostegno dell’ipotesi di Schultze-Makuch: le sonde hanno rivelato anche la presenza di acido solfidrico, composto chimico che non dovrebbe sussistere nell’atmosfera di un pianeta privo di vita. Schulze-Marbach ritiene che la presenza dell’acido sia da imputare all’azione di batteri che consumano anidride solforosa e ossido di carbonio e che secernono anidride carbonica o acido solfidrico.

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