La vita si è originata da sabbie radioattive

Sull’origine della vita se ne sono dette di tutti i colori e si è addirittura ironizzato sull’argomento. L’astrofisico Fred Hoyle disse, per esempio, che la probabilità che la vita possa essersi sviluppata da una combinazione casuale di atomi è paragonabile alla possibilità che una tromba d’aria, attraversando una fabbrica di aeroplani, riesca a raggruppare i componenti meccanici mettendo insieme un Jumbo 747 perfettamente funzionante. Analogamente c’è chi ha detto che il legame spontaneo fra atomi necessari alla nascita delle strutture cosiddette organiche (mattoni della vita), è probabile tanto quanto quella relativa a un gatto che, trotterellando sulla tastiera di un pianoforte, componga la Nona sinfonia di Beethoven. Dunque da queste specie di massime appare evidente che il mistero dell’origine della vita non è tanto legato alla nascita delle primissime molecole (sebbene anche in questo ambito ci si raccapezzi poco), ma a come queste si siano poi organizzate e assemblate tra loro per dare origine a esseri in grado di riprodursi. Molti scienziati pensano che entrò in azione una energia particolare che a furia di tentativi mise insieme elementi, molecole semplici, amminoacidi e proteine. L’ultimo tentativo di spiegare la fantomatica origine della vita arriva da una pubblicazione avvenuta sulle pagine della rivista NewScientist. Protagonista dello studio è Zachary Adam, astrobiologo dell’università di Washington, a Seattle. Costui avanza la seguente teoria: la vita si è originata da distese infinite di sabbia stracolme di materiale radioattivo, in pratica spiagge dove sarebbero avvenute spontaneamente reazioni di fissione nucleare. Da questi processi si sarebbe originata la energia necessaria per avviare tutti i processi biologici. “Aminoacidi, zuccheri e fosfati solubili possono tutti essere stati prodotti simultaneamente in una primordiale spiaggia radioattiva – spiega Adam su Newscientist. Lo studio parte dal presupposto che miliardi di anni fa l’attrazione esercitata sulla Terra dalla luna non era uguale a quella odierna, ma era molto più potente. “La luna si allontana da noi di pochi millimetri ogni anno – ci ragguaglia Massimo Mazzoni, dell’università di Firenze – e dunque è lecito supporre che miliardi di anni fa fosse molto più vicina alla Terra e molto più influente”. Questa notevole vicinanza fra i due corpi celesti portò alla genesi di maree molto più importanti e significative di quelle di oggi, e la conseguenza di ciò fu l’accumulo, lungo i litorali, di depositi particolari di rocce a base di sostanze radioattive. Adam ha simulato al computer ciò che potrebbe essere accaduto oltre 3,5 miliardi di anni fa. Poi ha proceduto sperimentalmente in laboratorio constatando che da depositi rocciosi radioattivi è potenzialmente possibile ottenere energia chimica per innescare processi utili alla formazione di strutture molecolari semplici. In particolare le sue attenzioni si sono rivolte a un minerale chiamato monazite. Quest’ultimo (fosfato di cerio) avrebbe in passato rilasciato quantità importanti di fosfati, fondamentali per le molecole come il Dna, l’Rna, e certi tipi di grassi. “Il minerale monazite è anche radioattivo poiché contiene tracce di elementi radioattivi come uranio, torio e cerio – ci spiegano gli studiosi dell’università di Padova -. Tuttavia è assai difficile immaginare la quantità di minerali radioattivi presenti sulle spiagge di miliardi di anni fa, e il loro ipotetico ruolo nella formazione di molecole per la vita. Anche oggi se valutiamo certe spiagge italiane scopriamo che sono molto più radioattive rispetto, per esempio, ai terreni della Pianura Padana”. La teoria di Adam va dunque ad affiancare le numerose altre ipotesi formulate nel corso della storia relativamente al primo essere vivente comparso sulla Terra. Una di queste venne formulata negli anni Venti da Alexander Oparin e J. B. S. Haldane, scienziati che per primi parlarono di brodo primordiale. Secondo questi autori la vita avrebbe avuto origine nel Precambriano, oltre 3,3 miliardi di anni fa, in presenza di gas vulcanici (metano, ammoniaca, azoto), idrogeno, vapore acqueo e, in quantità minori, ossigeno ed anidride carbonica. Altre teorie dicono che la vita proviene dallo spazio, grazie a oggetti come le comete e le meteoriti.

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