I folli viaggi degli animali: 6mila chilometri per fare un figlio

Quando parliamo di migrazioni animali siamo abituati a pensare agli uccelli. In realtà anche molti altri esseri viventi sono soliti compiere viaggi eccezionali per raggiungere determinate destinazioni dove svernare o portare a compimento la stagione riproduttiva. Un sito scientifico americano - livescience.com – ha elencato i dieci viaggi più straordinari degli animali e classificato quindi i migratori più infaticabili del nostro pianeta. Tra i mammiferi spiccano le balene, gli gnu, e i lemming. La balene percorrono addirittura 6mila chilometri ogni anno, dalle acque dell’Artide fino all’equatore. Durante la primavera si nutrono di piccoli crostacei alle alte latitudini, dopodichè, col sopraggiungere della stagione fredda, migrano al largo delle coste della California; qui cambiano dieta (pesci, alghe) e mettono al mondo i piccoli. Il tragitto affrontato dagli gnu va dal parco Serengeti (Tanzania) al parco Masai Mara (Kenya). Il viaggio di andata – affrontato mediamente da più di un milione e mezzo di animali - avviene nel mese di maggio; il viaggio di ritorno in novembre. Lo scopo è quello di raggiungere aree verdi dove poter pascolare. I lemming - piccoli roditori simili alle arvicole - quando migrano coprono addirittura 15 chilometri in un giorno. Non poco considerando le loro dimensioni. Il motivo dei loro spostamenti è legato ad annate demografiche particolarmente abbondanti. In questi casi i lemming - per individuare nuove aree di cibo - si muovono dalle montagne dell’entroterra norvegese fino alle coste. Tra i pesci migratori abbiamo i salmoni e le anguille, i quali compiono sostanzialmente lo stesso viaggio ma al contrario: i salmoni si spostano dall’oceano alle acque dolci, le anguille dalle acque dolci all’oceano. I primi vivono da adulti nelle acque atlantiche settentrionali, al largo delle isole Faer Oer e nella zona dello stretto di Davis (braccio di mare che collega l’oceano Atlantico alla baia di Baffin). In seguito, dal mare, si trasferiscono alle acque dolci delle alte latitudini, compiendo fino a 6mila chilometri, per deporre le uova. Le anguille adulte, al contrario, nascono nel Mare dei Sargassi, nei pressi delle isole Bermuda, per poi accrescersi nei fiumi europei. Tra gli uccelli i migratori più instancabili sono le gru e i colibrì. Per le gru i territori di riproduzione si localizzano nelle aperte distese dell’Eurasia settentrionale, assai ricche di specchi lacustri. Successivamente, per svernare, volano in Europa meridionale o in Africa dove ha luogo anche l’accoppiamento. I minuscoli colibrì coprono in volo la distanza di circa 800 chilometri che separa le coste meridionali del Nord America dalla penisola dello Yucatan, in Messico, dove, durante i freddi mesi invernali, si nutrono del nettare di fiori. Infine tra i rettili migratori ricordiamo le tartarughe verdi, e tra gli insetti le farfalle monarca e in senso lato le cicale americane. Le tartarughe verdi per portare a compimento il loro ciclo biologico compiono annualmente il tragitto di 2mila chilometri che separa il Brasile da alcune isolette dell’oceano Atlantico. A ridosso delle coste brasiliane osservano una dieta tipicamente vegetariana, basata soprattutto su alghe; in pieno oceano invece prediligono spuntini a base di carne, animali come le meduse. Le farfalle monarca volano per 4-5mila chilometri dalla California al Messico e viceversa. A milioni, formano sciami compatti in grado di compiere circa 70 chilometri al giorno ad un altezza di 4–5 metri dal suolo. Le cicale, in ultimo, non compiono una vera e propria migrazione, ma un viaggio attraverso cinque fasi di sviluppo che avvengono sottoterra e durano ben 17 anni: la vera vita di una cicala, poiché arrivata all’età adulta vive solo poche settimane.

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