Negli ultimi 15 anni diminuiti nel mondo i decessi per tumore

Dagli anni Novanta a oggi i decessi per tumore sono drasticamente calati in tutto il mondo: nell’uomo si è avuto un calo del 18,4 percento, nelle donne del 10,5 percento. Con ciò si sono evitati almeno mezzo milione di morti (534.500 per l’esattezza). Sono i dati più interessanti emersi dall’ultimo lavoro compiuto dagli esperti dell’American Cancer Society. Al trend positivo registrato in Usa rispondono praticamente tutti i paesi occidentali, Italia compresa. Nel dettaglio scopriamo che il declino della mortalità per tumore è stato particolarmente spiccato nel biennio 2002-2004, per poi subire una piccola battuta di arresto nel 2005. Nel 2005 ci sono stati infatti 559.312 decessi per neoplasie contro i 553.888 del 2004. Nel 2008 si prevedono 1.437.189 nuovi casi di tumore e 565.650 morti. Ma ciò non significa che il decremento della mortalità per tumore si sia arrestato. Anzi. Secondo gli studiosi Usa il cammino verso la sconfitta di questa malattia è appena iniziato. “L’incremento del numero di morti nel 2005, dopo due anni di storico declino, non dovrebbe oscurare il fatto che, attualmente, il rischio di morire di tumore è sempre più basso, grazie agli enormi sforzi compiuti dalla medicina da una quindicina d’anni a questa parte – racconta John R. Seffrin, dell’American Cancer Society –. Gli importanti risultati ottenuti dal 1990 al 2004 hanno consentito di salvare mezzo milione di vite”. E in Italia qual è la situazione? “Il fenomeno evidenziato dagli americani è apprezzabile in tutti i paesi industrializzati – ci spiega Andrea Micheli, epidemiologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano – è iniziato in Canada, per poi arrivare in Usa e ora anche in Italia. Nel nostro paese ci sono stati 127mila decessi nel 1990, dato che si è mantenuto costante per circa una decina d’anni. Poi c’è stato un leggero incremento nel 2005 quando si è arrivati a quota129mila morti. Dunque in proiezione futura stimiamo che nel 2010 non ci saranno più di 122mila decessi per causa di neoplasie”. Per giungere a questi risultati gli studiosi hanno scandagliato i registri del Centers for Disease Control; è dal 1952 che annualmente l’American Cancer Society si occupa di far conoscere all’opinione pubblica il grado di incidenza e mortalità per tumore in Usa. Le statistiche da essi fornite sono molti utili e vengono periodicamente consultate da scienziati e medici di tutto il mondo. Ecco qualche dato interessate. Nell’uomo i tumori diagnosticati con maggiore frequenza sono quelli al polmone, alla prostata, ai bronchi e al colon-retto. Solo questi riguardano il 50 percento del totale dei casi. Il tumore alla prostata concerne il 25 percento dei casi. Nelle donne i tumori più comuni sono quelli al seno, ai polmoni, ai bronchi e al colon-retto. Solo il seno riguarda il 26 percento dei malati. Nel biennio 2002–2004 il decremento della mortalità è stato del 2,6 percento nell’uomo e dell’1,8 percento nella donna. Il rischio maschile di morire per uno dei quattro maggiori tumori è complessivamente in calo. Nelle donne l’unico dato leggermente in crescita concerne il tumore al polmone, con un aumento dello 0,2 percento all’anno. (A questo proposito si stima che il numero dei casi annuali di tumore al polmone è raddoppiato nell’arco di 30 anni, passando dai 600mila del 1975 a 1,4 milioni del 2002, la diffusione di questa neoplasia è scatenata soprattutto dal fumo di sigaretta). L’incidenza del tumore al colon-retto è diminuita dal 1998 al 2004 sia nei maschi che nelle femmine. Nelle donne il tumore al seno, dopo la grande crescita degli anni Ottanta, ha subito una flessione con un calo dell’incidenza fra il 2001 e il 2004 del 3,5 percento. Infine le neoplasie rappresentano la seconda causa di morte per i bambini da uno a 14 anni dopo gli incidenti. Tra il 1975 e il 1977 la percentuale di bimbi che sopravviveva dopo cinque anni dall’esordio della malattia era il 58 percento; dal 1996 al 2003 il dato è salito all’80 percento.

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