Perdonare i tradimenti fa bene alla salute

Perdonare fa bene alla salute. Lo sostiene un gruppo di studiosi dell’università dello Iowa. E ciò è vero soprattutto quando c’è di mezzo un matrimonio e una donna o un uomo fedifraghi. Gli esperti hanno intervistato 100 persone tradite e hanno visto che le 52 che hanno perdonato la scappatella del partner rischiano meno ipertensione, disturbi psicosomatici, depressione, infarto, aritmie. Inoltre migliora la qualità del sonno e l’azione dei neurotrasmettitori legati al buonumore. Al contrario gli individui che decidono di non “passarci sopra” sono quasi sempre vittime di disturbi psichici di natura depressiva o ansiogena, fenomeni che, protratti nel tempo, possono incidere pesantemente sul cuore e l’interno apparato cardiovascolare. Secondo i ricercatori il tradimento non deve essere quindi visto sempre e in ogni caso come il segnale di un amore finito, ma anche come un buon motivo per rimettere in carreggiata una storia spenta e guadagnarci in termini di salute. Certo non è facile per chi ha subito il torto riprendere come se non fosse successo nulla, tuttavia i ricercatori – nei limiti del possibile - suggeriscono questa strada. In particolare andrebbero seguite tre fasi prima di scegliere definitivamente se continuare o meno una storia: la fase “rabbiosa”, in cui giustamente ci si sfoga abbandonandosi all’ira e al rammarico; la fase “riflessiva”, nella quale si medita sui motivi per cui è accaduta una cosa del genere, assumendosi, se è il caso, le proprie colpe; infine quella “decisionale”. Fasi che richiedono da 6 a 12 mesi di tempo. Secondo gli scienziati il periodo più difficile è la fase di riflessione: per quanto difficile è importante elaborare dei pensieri costruttivi e non distruttivi (evitare di chiedersi se la persona con cui il nostro partner ci ha traditi è migliore o peggiore di noi, magari dal punto di vista sessuale, ma concentrarsi su se stessi e domandarsi onestamente se si è ancora nelle condizioni di ricevere qualcosa dal proprio lui/lei e di offrirgli dell’affetto). In aiuto, peraltro, può venire la psicoterapia di coppia, da cui possono riemergere – come spiegano gli studiosi dell’università La Sapienza di Roma - emozioni intense e dolorose che hanno il potere di illuminare i nodi della relazione; dopo 4 o 5 sedute lo psicoterapeuta è già in grado di capire se la coppia può essere salvata o no. Stando alle statistiche, comunque, quando il tradimento viene a galla, e nell’80 percento dei casi accade, il 50 percento delle coppie decide di proseguire e il 37 percento di lasciarsi, mentre la restante parte si riappacifica ma solo dopo aver pareggiato i conti (si concede cioè un’avventura extraconiugale). In particolare a tradire sono il 25 percento degli uomini e il 12,3 percento delle donne. L’uomo tradisce soprattutto per combattere la routine, per trasgredire, oppure in risposta all’insoddisfazione sessuale ricorrendo ad amori più giovani e attraenti. Le donne diventano infedeli soprattutto perché si innamorano e perdono la testa per un’altra persona, perché si sentono poco amate dal marito e, da ultimo, per vendicarsi di un torto subito.

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