La Luna ci ha preso in giro per secoli

Le cose vennero chiarite una volta per tutte quando Neil Armstrong messaggiò dalla Luna che tutto era andato per il verso giusto; il famoso “questo è un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per l’umanità”. La luna, nostro unico satellite, soggetto di infinite passioni, viaggi fantastici, poesie e argute sentenze, in realtà, non era altro che un corpo ruotante intorno alla Terra e con la Terra intorno al sole senza nessun tipo di vita: un satellite morto. Ma le cose non erano state sempre così. In passato infatti miriadi di rispettabilissimi scienziati e filosofi avevano avuto modo di confrontarsi con l’idea che la luna fosse tutt’altro che un corpo misero, grigio e organicamente inconsistente. La luna era popolata da esseri giganti, uomini intelligentissimi, alberi che partorivano bambini. E sono solo alcuni dei tanti esempi che abbiamo a disposizione. Dunque vediamo cosa è rimasto di queste antiche ipotesi, avanzate nel tempo da chi ancora non disponeva della moderna tecnologia, e pertanto non poteva essere in grado di riconoscere che sulla luna, in realtà, non c’erano altro che immensi crateri e strati di polveri e detriti. Il primo ad azzardare l’ipotesi di una luna abitata fu Luciano di Samosata. Nella sua opera redatta nel 160 dopo Cristo ci dice che quest’ultima è popolata da esseri viventi di sesso maschile. Senza donne, si riproducevano piantando per terra un testicolo dal quale germinava una pianta a forma di fallo, che al posto dei frutti dava origine ai bambini. Astolfo è lo scudiero di Orlando il Furioso, poema cavalleresco di Ludovico Ariosto. Costui è convinto che sulla luna risiedano fiumi, grandi città e una valle misteriosa dove si accumula tutto ciò che i terrestri smarriscono: non solo oggetti materiali ma anche la ragione, il tempo perso, e la fama. All’inizio furono soprattutto i filosofi e gli scrittori a regalarci tesi concernenti una luna abitata e paesaggisticamente molto più gradevole di quella che di fatto è. Poi, a partire da Keplero, quindi dal Seicento, cominciarono a farsi avanti studi più attendibili. Il padre della meccanica celeste - celebre per le tre leggi che riguardano le orbite ellittiche planetarie e la velocità variabile dei pianeti intorno al sole – disse che tutti gli esseri umani sono potenzialmente in grado di recarsi sulla luna, tranne i tedeschi giudicati troppo corpulenti, e inadatti quindi ai parametri fisico-chimici del satellite. Nel suo Somnium Lanae ci parla poi di un corpo celeste caratterizzato da monti altissimi e crateri enormi realizzati da misteriosi esseri. Nel 1835 il New York Sun ci racconta di una luna popolata da uomini alati, ma è in realtà una bufala diffusa solo per suscitare scandalo. C’è poi il noto Cyrano de Bergerac - dall’opera teatrale pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand - il quale si diverte a immaginare una luna abitata da giganti che camminano su quattro zampe, ma sono molto più intelligenti degli umani. Simile a questa anche l’ipotesi di Le Fuare e de Graffigny che allunarono a bordo del loro romanzo “Aventures extraordinaires d’un savant russe”. In questo caso la luna è rappresentata da giganti pacifici che abitano all’interno di gallerie sotterranee dove si può viaggiare fino a 600 chilometri all’ora. Nel 1901 H.G Wells, scrittore di fantascienza, concentra invece le sue attenzioni sui seleniti, esseri privi di naso e orecchie e con gli occhi sui lati, governati da un’autorità chiamata Gran Lunare, un gigante con un cervello di cinque metri di diametro. E oggi? Oggi sappiamo senza riserve che la luna è disabitata, tuttavia non è lontano il giorno in cui anche sul nostro satellite la vita pullulerà. La Nasa realizzerà sulla luna una base umana permanente a partire dal 2024. Quest’ultima sorgerà presumibilmente vicino al polo sud, nei pressi del cratere Shackleton. Quattro gli scopi principali della colonizzazione. Sviluppare un campo prova per i veicoli, le abitazioni e i sistemi per ricavare acqua e ossigeno dal suolo che nel 2035 dovrebbero servire all’uomo per stabilizzarsi su Marte. Individuare nuovi giacimenti minerari per sopperire alla crisi dei combustibili fossili. Effettuare migliori ricerche astronomiche contando sul fatto che sulla luna il cielo privo di atmosfera consentirebbe indagini molto più approfondite di quelle terrestri. Infine servirà per pretesto per dare ufficialmente il via al turismo spaziale.

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