Tristi, vivaci, ansiosi. Per capire i bimbi basta un colore

Vuoi conoscere il carattere di tuo figlio? Sapere se soffre di qualche particolare disturbo o se alcuni lati del suo carattere potrebbero interferire con la sua serenità? Un utile consiglio arriva dagli studiosi dell’università La Sapienza di Roma, i quali ci dicono che per rivelare la personalità di un bimbo basta analizzare i disegni che fa e soprattutto osservare quali colori utilizza di più. Secondo gli scienziati romani infatti “i colori sono indice di maturazione e permettono di interpretare la sfera emotiva e affettiva”. Sebbene i colori siano pressoché infiniti (un osservatore particolarmente sensibile può distinguerne un centinaio) è possibile comunque ricondurre le tinte cromatiche a otto principali categorie rappresentate dal blu, verde, giallo, rosso, viola, marrone, nero e bianco. Tralasciando quindi il bianco che normalmente non viene usato nei disegni (poiché i fogli su cui si scarabocchia di solito sono dello stesso colore), vediamo uno a uno il significato che si cela dietro a ogni colore impiegato. Un bimbo che utilizza spesso il blu è un bimbo tendenzialmente tranquillo e sereno. Non ama entrare in conflitto con gli altri e ha ottime capacità di relazione. Potrebbe però avere dei problemi se lo utilizza in eccesso o troppo marcatamente: quando, per esempio, mentre raffigura un classico paesaggio, rappresentato da un gruppetto di case, i monti all’orizzonte, il cielo e i campi davanti all’abitato, lo sceglie per quasi ogni particolare; o quando, raffigurando un laghetto, preme il pastello o il pennarello oltremisura: in questo caso potrebbe comunicare il disagio di non riuscire a trattenere la pipì durante la notte (enuresi notturna). Il verde è da sempre legato alla ‘speranza’ e quindi chi lo impiega spesso è un bambino fiducioso, soddisfatto e felice. Tuttavia il suo uso eccessivo potrebbe rivelare una natura ribelle o, in alternativa, un temperamento accidioso e inibito. Col giallo hanno a che fare i bimbi con grande capacità di adattamento, dotati di eccezionale dinamismo, apertura mentale e intuizione. In realtà, anche qui, possono celarsi dei problemi quando il colore viene utilizzato inadeguatamente; quando gran parte dell’opera artistica di un nostro piccolo è dominata dal giallo potrebbe, per esempio, indicare un cattivo rapporto con qualche famigliare: secondo gli esperti chi disegna sempre con questo colore potrebbe avere difficoltà di relazione con il papà. Il rosso è il coloro del fuoco e quindi il bimbo che scarabocchia utilizzando questa tinta cromatica è un tipo molto attivo, eccitabile, coraggioso, energico. Se invece il rosso prevale nettamente sugli altri colori significa che qualcosa non va: il bimbo potrebbe essere troppo eccitabile – con tutte le conseguenze del caso fra cui la difficoltà a prendere sonno – o soffrire di scatti di collera. Un piccolo che utilizza spesso il viola deve essere preso in considerazione con attenzione. Infatti chi usa questo colore esprime una natura malinconica, tendenzialmente triste, pudica e fortemente emotiva. Quando un bimbo esagera con questo colore è perché potrebbero esserci, da parte dei genitori, delle richieste eccessive; può indicare quindi un eccesso di sollecitazione alla crescita o alla responsabilizzazione da parte della mamma o del papà. Il marrone è il colore della serietà, dell’intolleranza. Il bambino che lo usa più degli altri è un tipo prudente, che non ama sognare ad occhi aperti e che quindi preferisce stare con i piedi per terra. Quando però il marrone domina prepotentemente sulle altre tinte vuol dire che il bambino potrebbe essere troppo chiuso in se stesso. Infine abbiamo il nero che gli specialisti indicano come il colore che esprime paura, ansia, malinconia. Di conseguenza il temperamento di un bimbo che ne fa largo uso non può non prescindere da queste prerogative. Quando il nero è impiegato con insistenza potrebbe essere la spia di un umore instabile che necessita di essere seguito con attenzione.

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