Campioni sportivi se si azzecca la colonna sonora

Ascoltare la musica mentre si fa sport è un vero toccasana per il corpo e per la mente. Si affrontano meglio gli esercizi, si fatica meno, migliorano l’attività circolatoria e respiratoria. Ma è necessario un presupposto: che il ritmo musicale delle canzoni prescelte combaci con il tipo di attività fisica svolta; in caso contrario, infatti, la musica potrebbe avere l’effetto opposto, e quindi peggiorare le performance sportive. È quanto si evince da uno studio condotto presso la Brunel University, in Inghilterra, durato una ventina d’anni. Gli scienziati guidati da Costas Karageorghis hanno innanzitutto considerato che ogni canzone ha un suo ritmo, assimilabile a una frequenza di suoni misurabili in battiti per minuto (bpm). Considerando i vari generi musicali l’hip-hop è quello che ha il valore di bpm più basso compreso tra 70 e 100. A seguire ci sono l’house music (110-140), la dance music (120-140), l’heavy metal (200-300), lo speedcore (200-1000). Fatta questa premessa si può quindi affermare che – un certo brano musicale da ascoltarsi mentre si è alle prese con un esercizio fisico - è bene selezionarlo in base al seguente criterio: tanto maggiore è la fatica che intendiamo sostenere, tanto maggiori devono essere i battiti per minuto della canzone selezionata. In questo modo permettiamo al cuore e alla musica di muoversi in sintonia (che non vuol dire necessariamente lo stesso numero di battiti), e quindi di ricavare i migliori benefici per il nostro organismo. “Il rapporto tra musica e rendimento fisico è un fatto conclamato – ci spiega Marco Neri, Vicepresidente della Federazione italiana fitness, con sede a Ravenna -. La musica influisce sull’andamento delle onde beta del cervello, determinando, a seconda dei casi, eccitazione o rilassamento. La secrezione di endorfine, legate all’appagamento, con essa aumenta. Nelle palestre gli istruttori fanno dunque ascoltare molta musica, poiché si è visto che il rendimento degli sportivi migliora moltissimo. Di solito si inizia con canzoni con bpm bassi per poi passare, verso la fine degli esercizi, con brani molto più incalzanti”. Dunque quali sono le canzoni che si possono relazionare allo sport che decidiamo di affrontare? Gli studiosi dicono che in media per un esercizio di normale intensità il range ideale di bpm è quello compreso tra 120 e 140. A questi parametri rispondono perfettamente molte canzoni dance, ma anche rock. Abbiamo per esempio “Push It” di Salt-N-Pepa, “Drop It Like It's Hot” di Snoop Dogg o “Umbrella” di Rihanna. Ma questo range cambia drasticamente se decidiamo di compiere esercizi più impegnativi. Per una corsa sostenuta possiamo selezionare canzoni tipo “The Heat Is On” di Glen Frey o una canzone qualsiasi movimentata dei Green Day. Aumentando l’intensità del nostro lavoro possiamo quindi puntare su altre celebri hit come “Don’t Phunk With My Heart” dei Black Eyed Peas (130 BPM) e “Mr. Brightside” dei Killers (150 BPM). In generale, per chi ama fare jogging - tipico sport affrontato con le cuffie nelle orecchie - per una passeggiata di 5 chilometri in un’ora vanno bene canzoni tra 115 e 118 bpm. Per una corsetta di 8 chilometri nello stesso arco temporale canzoni tra 137 e 139 bpm. Infine se ci mettiamo a correre con grande dispendio di energia sono ideali canzoni con bpm compreso tra 147 e 160. “I battiti per minuto più elevati sono quelli che di solito accompagnano alla perfezione chi fa body building o sollevamento pesi – continua Neri -. In questo caso c’è bisogno di una grande energia che viene fuori al meglio quando si ascoltano canzoni molto veloci, hard rock o heavy metal”. Infine la domanda che pare ovvia ma ovvia non è: la musica è consigliabile in tutti i tipi di sport? “Assolutamente no – conclude Neri -. La musica funziona solo negli sport dove c’è un ritmo da sostenere e mantenere. Per esempio un calciatore, un tennista, un cestista, non devono rispettare movimenti ‘a tempo’ e quindi nel loro caso la musica potrebbe essere controproducente o comunque ininfluente”.

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