Litigare fa bene, ma soltanto alle donne

In caso di liti familiari il consiglio degli esperti non è certo quello di invogliare le donne a lanciare i piatti contro il marito, tuttavia è bene che le signore si lascino andare, facciano vibrare le loro emozioni, e scatenino tutta la rabbia che hanno in corpo. Stando infatti a uno studio americano le appartenenti al gentil sesso che si tengono tutto dentro – e che per il bene della famiglia evitano quindi urla e litigi - finiscono per ammalarsi di cuore; un fenomeno che rigorosamente si verifica per queste ultime, ma non per l’uomo. La ricerca mette in luce che spesso, per evitare accese discussioni e liti furibonde, sia l’uomo che la donna preferiscono tacere: ciò accade per il 32 percento degli uomini e per il 23 percento delle donne. Ma lo stare zitti e il “lasciar che tutto passi” ha, in realtà, effetti assai differenti nei due sessi da un punto di vista fisiologico: mentre nel primo caso l’uomo, sopprimendo le proprie emozioni, non subisce alcun genere di ripercussioni negative sull’organismo, per la donna è vero il contrario, ossia, a lungo andare, zittendo i propri stimoli, predispone l’organismo a danni cardiaci. Nei dettagli – ci dice Elaine Eaker, epidemiologia di Gaithersburg, nel Maryland, a capo della ricerca pubblicata sulle pagine di Psychosomatic Medicine – la donna che reprime la propria rabbia - il proprio desiderio di accanirsi contro il partner (anche in caso di matrimonio perfettamente riuscito) va incontro a un rischio di morte quattro volte superiore rispetto alle donne abituate a esternare i propri dubbi e le proprie ansie. I ricercatori sono giunti a queste conclusioni coinvolgendo e interrogando per dieci anni 4mila persone, tra uomini e donne. Dunque il cuore delle donne pare essere molto più suscettibile agli scontri che si verificano in famiglia, rispetto a quello degli uomini e in particolare – a differenza di quello di questi ultimi - ricaverebbe addirittura giovamento dalle sfuriate. Ma in che modo un cuore femminile differisce da uno maschile? “Da un punto di vista fisiologico il cuore femminile e quello maschile sono sicuramente diversi – dice Davide Repossi, cardiologo della Divisione di cardiologia dell’Ospedale Bassini di Cinisello – quello delle donne, fino alla menopausa, è protetto dagli ormoni, mentre negli uomini ciò non accade. In compenso, il cuore degli appartenenti al sesso forte, è più soggetto al fenomeno dello sviluppo di bypass spontanei, che favoriscono l’ossigenazione e l’irrorazione sanguigna del muscolo cardiaco. In ogni caso, nel corso di una litigata, il cuore di entrambi i sessi si comporta in modo analogo. In seguito a un fabbisogno maggiore di ossigeno, quest’ultimo aumenta i suoi battiti, cresce la pressione cardiaca, la vasocostrizione e la aggregazione piastrinica, che può predisporre ai trombi”. I motivi che fanno sfuriare le donne comunque non sono gli stessi degli uomini. Alle prime fanno saltare i nervi soprattutto le discussioni relative ai figli e ai lavori domestici. Agli uomini invece manda su tutte le furie il tema sesso. A ciò va poi aggiunto tutto quello che accade nel quotidiano, al di là delle mura famigliari, dove spesso ci si scontra per cattivi rapporti con il capoufficio, con l’amante, con i condomini. Anche qui, per le donne, il consiglio degli scienziati è sempre lo stesso: “tirare fuori” e mai “tenere dentro”. Perché è sottinteso che - il diverbio inteso come paradossale forma di protezione cardiovascolare - non riguarda solo la tradizionale coppia moglie-marito, ma anche tutti gli altri rapporti con cui una donna, normalmente, ha a che fare. Dunque se è vero che una esponente del gentil sesso dovrebbe sentirsi libera di strillare al marito come e quando le pare, teoricamente dovrebbe ambire anche alla possibilità di poter fare altrettanto anche con l’amica del cuore o – tanto per fare un esempio banale - il primo automobilista da strapazzo che intende soffiarle un parcheggio a lungo atteso. Secondo gli esperti è dunque importante sapere litigare costruttivamente, per il bene della coppia, ed evidentemente, anche per il bene del cuore della donna. A tal proposito gli specialisti ricordano che il tono usato in una discussione è fondamentale per la salvaguardia delle coronarie, tanto quanto possono esserlo il livello di grassi nel sangue (colesterolo) e il fumo di sigaretta. Si può quindi litigare, anzi si deve litigare – ammette Timothy W. Smith dell’università dello Utah - ma l’importante è usare il tono giusto, che deve essere affettuoso, controllato, mai ostile, o remissivo. Per esempio a una donna che non sa gestire molto bene le questioni economiche casalinghe non andrebbe detto: “Coi numeri fai pena, ma le hai fatte le elementari?”; andrebbe detto invece: “Con la matematica lasci un po’ a desiderare, ma per fortuna te la sai cavare molto bene in altre cose”.

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