Cinque regole per diventare leader

Vuoi avere successo nella vita? Allora prova a seguire i consigli di Howard Gardner, docente di Cognitivismo e Pedagogia presso la facoltà di Scienze dell’Educazione all’università di Harvard. Secondo lo studioso americano il successo nel mondo del lavoro e nella società in generale, è garantito solo se si “coltivano” determinati atteggiamenti mentali. In particolare lo scienziato propone la teoria delle “five minds for the future”. Il riferimento è alle “menti” più utili nel prossimo futuro, quelle cioè che meglio delle altre si adatteranno all’ambiente e contribuiranno perciò a un miglioramento significativo delle aspettative sociali. Gardner – all’attivo una decina di libri tradotti in tutto il mondo – è partito da una sua teoria precedente: quella delle “intelligenze multiple”, formulata nel 1983. Secondo questa teoria non esiste un’unica intelligenza, misurabile con strumenti psicometrici – il classico QI - ma otto competenze intellettive autonome. Tra queste lo studioso adesso ne ha selezionate cinque: la mente disciplinata, sintetica, creativa, rispettosa, etica. Le prime tre riguardano la sfera cognitiva, le ultime due quella personale. La mente disciplinata è quella in grado di immedesimarsi nel pensiero altrui. Quella cioè che permette per esempio a un irrazionale di sforzarsi di vedere le cose da un punto di vista razionale. La mente sintetica riguarda una mente che è capace di selezionare la miriadi di informazioni che ogni giorno provengono dall’ambiente: chi non coltiva questa qualità intellettuale rischia pertanto di essere fagocitato da input che gli fanno perdere tempo ed energia. La mente creativa si forma soprattutto nelle scuole. È qui che gli insegnanti devono essere in grado di spingere i più giovani a sfidare il mondo esterno con più fantasia, ma senza strafare. Quegli stessi insegnanti che, peraltro, dovrebbero contemporaneamente cominciare a dare meno peso alle intelligenze tradizionali, quella matematica e linguistica: così facendo infatti rischiano di emarginare ragazzi dotati, le cui qualità intrapersonali non vengono dovutamente considerate. Nell’ambito della sfera personale rientrano la mente rispettosa e quella etica. La prima è relativa al fatto che ci avviamo a una società multirazziale, globalizzata: mode e costumi si mischiano tra loro, e dunque sarà necessario sapersi adattare a tutto e a tutti per andare bene con il prossimo e con noi stessi. La mente etica infine è quella che spinge l’uomo ad agire non solo per il proprio bene, ma anche per il bene della società, della città, del paese in cui si vive. Per arrivare a queste considerazioni Gardner ha a lungo studiato il profilo caratteriale di personaggi celebri del presente e del passato. Figure dotate di carisma che direttamente o indirettamente hanno influenzato il mondo contemporaneo. Tra questi ci sono per esempio l’ex primo ministro inglese Margaret Thatcher, e il grande fisico Albert Einstein: la prima ha esercitato un’influenza diretta con i suoi discorsi, Albert Einstein è invece stato un leader indiretto perché la sua influenza si è manifestata attraverso le sue teorie. L’esperto ha inoltre concentrato i suoi studi sull’intelligenza dei bambini e su adulti colpiti da ictus. Dall’insieme delle sue ricerche ha quindi concluso che “gli esseri umani non sono dotati di un determinato grado di intelligenza generale, che si esprime in certe forme piuttosto che in altre, quanto piuttosto di un numero variabile di facoltà relativamente indipendenti tra loro”. Infine Gardner afferma che tutti possiamo sviluppare le nostre diverse intelligenze se siamo messi nelle condizioni appropriate di incoraggiamento, arricchimento e istruzione.

Commenti